Rimini, 25 maggio 2026 - Louis Dassilva e Valeria Bartolucci oggi in aula per la requisitoria degli avvocati difensori del senegalese accusato dell'omicidio di Pierina. Non ha perso tempo questa mattina l’avvocato Andrea Guidi nell’incipit della propria arringa difensiva nei confronti di Louis Dassilva, il 36enne imputato a Rimini per l’omicidio di Pierina Paganelli. Dopo la requisitoria, in cui il pm Daniele Paci non ha fatto sconti all’imputato chiedendo la condanna all’ergastolo, oggi è cominciata la discussione degli avvocati di Dassilva, i quali sin da subito hanno puntato il dito contro Manuela Bianchi.
L’accusa si fonda solo sulle parole di Manuela Bianchi
“L’accusa si fonda solo sulle parole di Bianchi. Tutta la prospettiva accusatoria da sola è insussistente senza la ritrattazione”. E a finire subito al centro delle picconate difensive è proprio quella ritrattazione di Manuela, che dal 4 marzo 2025 svelò agli investigatori la prima volta di avere incontrato Louis in garage la mattina del ritrovamento prima di vedere il cadavere di Pierina Paganelli. Giuliano Saponi con la figlia Giorgia all'entrata del tribunale
L’architrave istruttoria
“Tutta l’architrave istruttoria è stata imperniata su quanto accaduto e detto davanti al gip ma non quanto ricostruito in quest’aula” ha argomentato l’avvocato Andrea Guidi. “Non bisogna dunque fare l’errore di usare le parole di Manuela per riscontrare gli altri indizi, bensì il contrario. Verificare autonomamente le parole di Manuela. Il cuore di questo procedimento è dunque l’analisi delle parole della Bianchi”, che il difensore di Dassilva ha immediatamente ‘bollato’ come “una persona con l’attitudine alla menzogna, una persona che con disinvoltura è capace di dire il falso al posto del vero” e, quindi, una persona che nel proprio cambio di versione del 4 marzo 2025 “ha voluto salvare se stessa” collocando l’ex amante in garage il 4 ottobre 2023 prima del ritrovamento di Pierina.






