HomeModenaCronacaSassuolo, manca il colpo d’ala finale. A Parma l’ultima di campionato deludeI neroverdi non raggiungono quota 50 e restano nella parte destra della classifica. Decide un gol di Pellegrino a 10’ dalla fineIl colpo di testa di Pellegrino che, a dieci minuti dal fischi finale, condanna il Sassuolo alla sconfitta di misuraRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciChiude undicesimo, e con un finale di stagione non granchè – tre sconfitte nelle ultime tre – il Sassuolo di Fabio Grosso. Il traguardo dei 50 punti resta un’ipotesi, e restano tali l’agognata colonna sinistra della classifica e un attaccante in doppia cifra. Sul prato del Tardini, arroventato da un pomeriggio quasi estivo che annebbia le idee e frena slanci che diventa difficile chiedere a squadre già sazie, i neroverdi si concedono al ‘solito’ gol di Pellegrino – segnò anche all’andata – e incassano un’altra sconfitta. Indolore, certo, ma che racconta bene le fatiche degli uomini di Grosso, arrivati alla fine di una stagione ‘super’ con le gomme un tantino sgonfie.

Non che i padroni di casa, che sprecano a profusione nella prima metà del primo tempo, facciano molto di più, ma segnano e tanto basta a lasciare i neroverdi al palo. I punti sono i 49 che il Sassuolo ha in classifica da tempo, e l’impressione è che al Sassuolo sia mancato, nel finale di campionato, quel colpo d’ala che, dopo il tanto speso da fina agosto ad oggi, era anche difficile chiedergli. Eccoci al Tardini, allora, per l’ultimo giorno di scuola: il Parma ha assenze pesanti e il Sassuolo non è da meno, soprattutto in difesa - torna Idzes, debutta il Primavera Macchioni – ma che ci tengano a far bene, per quella che potrebbe essere la loro ultima sulle rispettive panchine, sia Grosso che Cuesta si vede da un avvio che restituisce gara vera. Perchè il Parma arremba e spreca (6’ Pellegrino, 9’ Mikolajewski, 11’ Valeri, 20’ Valenti) ma quando il Sassuolo sale in cattedra costruisce di più e meglio. Peccato tuttavia, per i neroverdi, che né Laurientè, né Macchioni e nemmeno Konè trovino modo di battere Corvi, che sul canadese si esalta al 37’ preservando il pari che si srotola a lungo nella ripresa. Quando i ritmi si abbassano e le animosità calano – unica eccezione Valenti, che prende a calci mezzo Sassuolo prima di essere richiamato, anche perché ammonito da un po’ ma sempre troppo esuberante, da Cuesta in panchina - le squadre rifiatano. E si fanno, inevitabilmente, più lunghe: concede qualcosa il Parma, che spalanca davanti a Laurientè che si incarta a tu per tu con Corvi (3’ s.t.) la strada per un gol che non arriva, e concede il Sassuolo. Che perde Idzes e con una difesa priva di tre titolari su quattro viene prima messo alle strette da Nicolussi Caviglia poco dopo l’ora di gioco – bravo Turati a rimediare – e poi steso dal colpo di testa di Pellegrino che decide il match. E’ il minuto 80, quel che manca ai neroverdi non basta, anche perché Nzola la palla buona ce l’avrebbe ben dentro l’area ducale, ma la tocca con la mano prima di concludere, suggerendo il game over.