Linus Torvalds ha espresso apertamente il proprio malcontento per l'attuale sovraccarico di lavoro causato da una miriade di micro-correzioni superflue. Il problema era emerso gi� la scorsa settimana, quando il fondatore del progetto aveva criticato la tendenza di alcuni sviluppatori a usare l'IA per la rilevazione automatica di falle strutturali senza poi proporre soluzioni concrete, scaricando l'onere della risoluzione sui manutentori principali. Nelle ultime ore lo scenario � peggiorato, traducendosi in un afflusso massiccio di patch inviate in una fase temporale del tutto inappropriata.

Il fulcro delle lamentele risiede nelle dimensioni anomale della quinta release candidate (RC5). Solitamente il ciclo standard prevede sette iterazioni prima del rilascio finale destinato ai manutentori delle distribuzioni, con una progressiva riduzione delle modifiche man mano che ci si avvicina alla stabilit�. Invece l'attuale RC5 mostra una crescita volumetrica imprevista e superiore alla media storica. Torvalds ha chiarito che il fenomeno non � legato a correzioni urgenti, ma a un continuo ricambio di codice (churn) alimentato da elementi assolutamente banali. Si tratta di piccoli bug di vecchia data e non critici, probabilmente corretti anch'essi con codice realizzato via IA, che avrebbero dovuto seguire i canali ordinari all'inizio del processo e che non giustificano il rischio di destabilizzazione a ridosso del traguardo.