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Paolo Condò

Gasperini blinda il terzo posto e Fabregas firma l'impresa dell'anno in Europa approfittando del suicidio del Milan. L'ultima di campionato macchiata dai disordini prima del derby di Torino che riaprono l'emergenza ordine pubblico

Dopo l’estenuante braccio di ferro su data e orario del derby di Roma della scorsa settimana, il campionato si è concluso ieri in modo ancor più livido e faticoso con un altro derby, quello di Torino, posticipato di un’ora su pressione dei tifosi preoccupati per le condizioni di un uomo ferito negli incidenti del prepartita. Era tutta la settimana che le minacce di scontri fra ultrà montavano, e al di là della deplorevole assurdità della cosa se negli anni passati i derby non venivano programmati nei turni finali del campionato un motivo evidentemente c’era.

Detto che il primo augurio è che l'uomo colpito si rimetta al più presto, il famoso precedente di Lazio-Roma 2004 — sospesa e rimandata per una serie di voci rivelatesi poi infondate — aveva almeno avuto l’effetto di riconsegnare in esclusiva all’autorità di pubblica sicurezza il potere di fermare o meno le partite. Ieri questo potere è andato smarrito in un’ora di trattative che l’assenza di notizie certe ha reso surreali. Quando paragoniamo il nostro calcio zoppicante alla bellezza della Premier League, la prima obiezione è che quelli sono ricchissimi mentre i bilanci dei nostri club fanno acqua da tutte le parti. Beh, non è soltanto questo.