Il marketplace dei dati satellitari di IRIDE ha l’obiettivo di diventare il punto di accesso per le aziende a una quantità di dati relativi alle osservazioni della Terra mai avuta in precedenza in termini di qualità e frequenza di aggiornamento.Il concetto di marketplace è però la vera rivoluzione che questo progetto vuole portare sul mercato. Fino a oggi, l’accessibilità di questi dati è stata prerogativa di strutture governative o di grandi imprese. Con questa nuova formula l’idea è quella di rendere i dati disponibili anche a PMI e a software house che intendono valorizzare questi set informativi.Di questo si è discusso durante il convegno “IRIDE: From Public Investment to Commercial Value”, che siè tenuto a Venezia qualche settimana fa nell’ambito degli Space Meetings.Francesco Longo (Head of Earth Observation Unit, ASI) ha subito chiarito il modello di business: il progetto è stato fortemente finanziato con i fondi del PNRR e ha come obiettivo principale quello di rendere disponibile in forma gratuita alle pubbliche amministrazioni l’accesso a questo sistema evoluto di monitoraggio del territorio italiano.Da sinistra a destra: Emilio Cozzi, Francesco Longo, Enrico Zampolini Faustini, Eduard Royer, Aurora BontadeIl nome IRIDE nasce dall’acronimo Iniziative di Resilienza per l’Italia Dalle Emergenze e ben rappresenta le motivazioni alla base del progetto.Il modello di business è stato pensato per sostenere il progetto negli anni, garantendone la funzionalità, la manutenzione e la totale gratuità per la PA. Per coprire questi costi, è prevista la creazione di una linea di ricavo basata sulla vendita al mercato dei dati e dei servizi offerti dalla costellazione di satelliti.Indice degli argomenti