BOLZANO. Il tutto era già stato segnalato diverse settimane fa dalla circoscrizione, c'era stato lo sgombero, ma ora sono ritornati, con il favore di un grandissimo cespuglio, dentro il quale hanno realizzato un bivacco.
Con seguito di schiamazzi notturni a suon di musica, si sospetta spaccio e consumo di droga, bottiglie di birra lanciate in giro e tutto il possibile corollario di accattonaggio molesto e via disturbando.
A denunciarlo sono i residenti nei pressi del Campo Coni di Santa Geltrude. Nella parte alta di Oltrisarco, raccontano, «proprio a nord del campo di atletica, non si tollera più una situazione che va avanti da molto, troppo tempo».
Si tratta dell'unico, minimo anfratto di verde in quella parte del rione. «L'ultimo rimasto. Sarebbe anche carino, molti vorrebbero viverlo, famiglie con bimbi, anziani. Ci si vorrebbe sedere sulla panchina, ogni tanto. Almeno una delle due, perché l'altra è stata sottratta dai senzatetto». Siamo fra il resto proprio accanto a una delle testimonianze più pregnanti della storia bolzanina della Seconda guerra mondiale. Il monumento ricorda un luogo di lavoro coatto.
Dentro la galleria del Virgolo nell'autunno del 1944 fu infatti trasferita la Imi, una fabbrica di cuscinetti a sfere destinati all'impiego bellico. Centinaia di deportati del lager di Bolzano ci lavorarono fino alla primavera del 1945.














