Seggi riaperti dalle 7 Hanno riaperto alle 7 di stamani i seggi per la seconda giornata di votazioni per le amministrative che coinvolgono quasi 750 Comuni e 18 capoluoghi. Si voterà fino alle 15. Subito dopo il via allo spoglio.
Le sfide chiave di Venezia e Salerno. Le elezioni in Toscana e in SiciliaVenezia, i due candidati già «baby consiglieri». A 20 anni di distanzaSimone Venturini e Andrea Martella, candidati sindaco per il centrodestra e il centrosinistra hanno ricette opposte per Venezia, ma hanno in comune un dato: entrambi sono stati eletti consigliere comunale in giovanissima età, a 21 anni: il primo nel capoluogo, il secondo a Portogruaro. Due enfant prodige della politica che però ora portano nella sfida in Laguna lo spirito di due generazioni diverse. Venturini dopo due mandati da assessore nella giunta di Luigi Brugnaro punta a portare l’entusiasmo dei suoi 38 anni a Ca’ Farsetti. Martella, vent’anni in più, per contro, intende mettere al servizio di Venezia il frutto dell’esperienza e dei rapporti maturati in Parlamento (4 legislature alla Camera e una al Senato) e al governo (sottosegretario nel Conte II). I programmi che hanno presentato riflettono la sfida tra i due schieramenti ma tengono conto anche di un risvolto generazionale che nelle urne potrebbe avere un peso. Così come, allargando lo sguardo allo scenario complessivo, c’è curiosità per il risultato che otterrà la lista Futuro per Venezia Mestre guidata dal vannacciano Luigi Corò in una realtà in cui in campagna elettorale la questione migranti è stata centrale. (Cesare Zapperi)Toscana, il ritorno del «Biffo». L’ex sindaco di Prato da 22 mila preferenzeMezzo milione di toscani alle urne per le elezioni comunali in 20 municipi e nella ex Toscana rossa — oggi sette capoluoghi su dieci sono amministrati dal centrodestra — Pd ed alleati sognano la rivincita. Obiettivo, strappare a Meloni&co Arezzo e Pistoia, città amministrate dal centrodestra da dieci anni. Il Pd ci crede e non a caso Elly Schlein si è fatta vedere spesso e volentieri in Toscana, al contrario dei big del centrodestra, tranne Salvini. Ma è Prato, il terzo capoluogo alle urne, la città su cui sono puntati maggiormente i riflettori. Su Prato e sul «Biffo», Matteo Biffoni, classe 1974, sindaco Pd per dieci anni, poi eletto ad ottobre con il record assoluto di preferenze nella storia della Regione (22.155) in Consiglio regionale. Il Biffo avrebbe voluto un assessorato di peso, la sanità, dice chi lo conosce bene, ma il riconfermato governatore Eugenio Giani non gli ha dato spazio e così è diventato il candidato «naturale» per il Campo largo, dopo l’anno di commissariamento della città a seguito delle dimissioni della sindaca dem, Ilaria Bugetti, coinvolta un’inchiesta per presunta corruzione. E in città in molti scommettono sulla vittoria di Biffoni al primo turno. (Mauro Bonciani)Salerno ha 7 liste e 7 rivali. De Luca vuole la cinquinaTrentatré anni dopo, Vincenzo De Luca tenta di tornare sin-daco della sua Salerno. Se ci riuscisse sarebbe una cinquina storica: la prima vittoria risale al 1993. Contro l’ex governatore campano ci sono 7 candidati. Il più accreditato è Gherardo Maria Marenghi, avvocato e professore universitario scelto da FdI, poi sostenuto da tutto il centrodestra, come «volto competente e moderato» da contrapporre allo «Sceriffo», una sorta di divinità da queste parti. Quello di Salerno è un mondo a sé: De Luca, come da tradizione cittadina, corre senza simbolo del Pd (di cui il figlio Piero è leader regionale) ed è appoggiato da 7 liste create a sua immagine e somiglianza. Franco Massimo Lanocita è il candidato di M5S e Avs, nemici viscerali del «deluchismo», perché da queste parti il Campo largo è pura fantascienza. C’è poi l’aspirante sindaco Armando Zambrano, centrista con Azione e Udc. E non manca il candidato iperpopulista Mimmo Ventura, emanazione del partito del vulcanico Stefano Bandecchi. Elisabetta Barone, civica e attenta al sociale, è l’unica donna in lizza. Pio Antonio De Felice di Potere al popolo è il candidato più radicale contro il «sistema Salerno». E infine c’è Alessandro Turchi, il meno politico, che ha incentrato la campagna sulle «piccole cose». (Claudio Bozza)Le mosse di Cateno e la battaglia di Enna con il barone rossoDei 3 capoluoghi di provincia al voto, in Sicilia, ad Agrigento, Controcorrente di Ismaele La Vardera appoggia Michele Sodano, ex deputato M5S, che col Pd si batte contro Giuseppe Di Rosa (Codacons) e contro un centrodestra bifronte: da una parte Dino Alonge con FI, Mpa, FdI e Udc; dall’altra Luigi Gentile con Lega, Dc, Nm e Sud chiama Nord di Cateno De Luca. È quest’ultimo, sindaco di Taormina ed ex sindaco di Messina, a pilotare le sorti dello Stretto dove il suo fedelissimo Federico Basile si ricandida dopo avere mandato a casa a febbraio la sua giunta di centrodestra. Coalizione ora tutta schierata con Marcello Scurria contro l’aspirante al replay. Entrambi insidiati (ma non troppo) da Antonella Russo per il Pd e dai civici Gaetano Sciacca e Lillo Valvieri. Quadro confuso pure a Enna dove c’è Mirello Crisafulli, vecchio comunista incluso da Roma fra i «cacicchi» ma pronto a rinascere pur senza il simbolo di partito, incurante: «Tanto il Pd sono io». Certo che i «compagni» non andranno con Filippo Fiammetta, sostenuto da Controcorrente e civiche. Pronto a ironizzare con il candidato di centrodestra Ezio De Rose al quale oppone gli endorsement del suo amico Pietrangelo Buttafuoco e perfino di Gianfranco Micciché, l’ex numero uno di Berlusconi. (Felice Cavallaro)










