Nella biblioteca comunale di Montegranaro, in provincia di Fermo, c’è una pergamena sigillata. Il sigillo è in ceralacca, lo stemma quasi intatto, l’inchiostro leggibile, pur a distanza di secoli. Per anni è rimasta in un cassetto, consultabile soltanto da chi sapeva della sua esistenza e aveva la possibilità di raggiungerla fisicamente. Oggi è digitalizzata, catalogata e accessibile. Chi ha deciso di far rivivere, con gli strumenti attualmente disponibili, quella pergamena? È stato il team di Knoway Systems, startup innovativa, nata come spin-off dell’università di Camerino. Il team – giovane, formato tra laboratori di ricerca e tavoli di progetto – è partito da un presupposto apparentemente semplice, ma tale da richiedere, in realtà, competenze complesse: il patrimonio culturale italiano, fatto di archivi, biblioteche, musei e territori, non ha bisogno solo di essere protetto, bensì di essere reso vivo, accessibile, utilizzabile nel presente.

Tornando alle origini di Knoway Systems, la startup è, prima di tutto, un esempio di trasferimento tecnologico riuscito. L’azienda nasce dall’ecosistema accademico camerinese, portando nella propria struttura un approccio metodologico raro nelle realtà puramente commerciali: la capacità di affrontare problemi complessi con rigore scientifico e sviluppare soluzioni a partire da esigenze reali documentate. Il modello dello spin-off universitario nei beni culturali è ancora poco sfruttato in Italia. Knoway Systems rappresenta un’eccezione: l’azienda ha scelto di operare, peraltro, in un comparto tradizionalmente frammentato tra grandi fornitori generalisti e piccole realtà artigianali, portando strumenti e metodi nati dalla ricerca.