Il gip scarcera il 39enne, che era al volante ubriaco e drogato in via Carnia. E lui ha affidato all'avvocato parole di rimorso
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Dentro una stanza delle camere di sicurezza di San Vittore Giorgio Piazzolla, 39 anni, sabato mattina ha affrontato l'interrogatorio di garanzia davanti al gip. Era scosso, con il corpo che portava ancora i residui dell'alcol e delle sostanze stupefacenti che aveva assunto mercoledì sera. Quando, in via Carnia, a Lambrate, alla guida della sua SmartForTwo nera ha investito sulle strisce pedonali due sorelle di 70 e 75 anni, uccidendo la più anziana, Alfonsa Curiale, e ferendo gravemente la minore per poi fuggire senza prestare concorso. È accusato infatti di omicidio stradale, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Il pm Paolo Filippini aveva chiesto per lui la misura del carcere, il gip ha deciso per i domiciliari.L'avvocato Paolino Ardia era al suo fianco. Voce bassa, tono misurato, quasi sacerdotale. "Il mio assistito è estremamente provato", ha dichiarato, "perché sente enormemente la responsabilità delle conseguenze delle sue azioni, che hanno coinvolto in maniera fatale delle persone inermi e inconsapevoli". Piazzolla ha risposto al gip "per quel che è il suo ricordo": frammenti confusi, buchi neri, un vuoto chimico che inghiotte quasi tutto. L'avvocato ha continuato: "È consapevole di aver distrutto due esistenze che non gli avevano fatto nulla".







