di Veronica Passeri
Giovanni De Luna, storico, perché secondo lei il ruolo del Quirinale è così cambiato nei decenni?
"Da Pertini in poi sulla presidenza della Repubblica si sono scaricate delle motivazioni di supplenza del sistema politico che prima non c’erano. Prima c’erano queste figure notarili alla Saragat, alla Leone, poi, invece, quando, negli anni Ottanta comincia a scricchiolare il sistema politico della prima Repubblica, allora viene fuori Pertini, con il Tricolore, tutta una serie di elementi che devono supplire alla mancanza del rapporto tra Palazzo e società civile. Da quel momento in poi, sia Cossiga che Scalfaro, ognuno a suo modo, hanno interpretato questo nuovo ruolo. Poi Ciampi mette in moto il meccanismo istituzionale per celebrare il 2 Giugno e, non a caso, Ciampi è un uomo della Resistenza, perché sono gli uomini della Resistenza che rispolverano il nesso tra il 25 Aprile e il 2 Giugno e sono loro che costruiscono una religione civile e una Repubblica fondata sui valori della Resistenza, fino a Mattarella oggi".
Qual è secondo lei la cifra di questo secondo settennato?
"Proprio questo: il tentativo di costruire una religione civile, repubblicana, laica, non confessionale, ma piena di valori: il valore dell’inclusione, della democrazia e poi l’antifascismo. Teniamoci stretto Mattarella".







