Volo diretto Torino-New York. Nel 1990, appena laureato in Chimica, Carlo Rosa approdava negli Stati Uniti, all’Health Research Institute, per lavorare allo sviluppo di un nuovo prodotto per la diagnosi delle infezioni da Epatite C. Nel 2026, come ceo di Diasorin, multinazionale italiana leader nella diagnostica di laboratorio, rilancia la sua sfida negli Stati Uniti con il nuovo gioiello di casa: Liaison Nes, una piattaforma, non più grande di una macchina per il caffè, che rende i test molecolari a portata di paziente. Può essere usata da qualsiasi operatore sanitario, senza la necessità di personale di laboratorio specializzato. Nel tempo di una visita, una ventina di minuti, rileva infezioni respiratorie come influenza, Rsv e Covid.
Uno strumento simile, nel pieno dell’emergenza pandemica, avrebbe potuto fare la differenza. Un prodotto oggi appetibile per 180mila laboratori interni agli studi medici americani. È la nuova frontiera della diagnostica di prossimità: un mercato di cui Diasorin vuole diventare leader e che si stima valga 1,5 miliardi di dollari. L’obiettivo, tra i principali del piano industriale 2026-2030, è quello di creare anche una linea dedicata alla salute femminile: «Vogliamo portare negli studi medici test rapidi capaci di diagnosticare immediatamente infezioni batteriche e guidare la terapia appropriata già alla prima visita, senza passare dall’ospedale. Portare la diagnostica vicino alla paziente significherà ridurre il dolore, i tempi di attesa e l’utilizzo improprio degli antibiotici», ha detto Rosa. Il manager non ha dubbi: con una popolazione che invecchia e malattie croniche e degenerative in aumento, la tenuta del sistema sanitario è a rischio. «L’Italia spende circa il 6% del Pil in sanità», sottolinea Rosa, «e sappiamo che questa percentuale dovrebbe aumentare di uno o due punti, che però non abbiamo perché bisogna investire nella difesa. Per questo le tecnologie non solo devono essere innovative, ma anche in grado di mantenere la sostenibilità del sistema». E una diagnostica efficiente alla base libera risorse, riduce liste d’attesa ed evita esami invasivi inutili.









