Obiettivo ricavi +8% all'anno e in Italia focus ricerca
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La diagnostica vale 60 miliardi di dollari e viaggia a ritmi di crescita del 3-4%. In questo scenario, il nuovo piano industriale 2026-2030 di Diasorin si distingue: l'obiettivo è di raddoppiare la crescita del settore, puntando a una scalata dei ricavi tra il 6% e l'8% l'anno e a una liquidità di circa 1 miliardo di euro, destinato a dividendi e nuove acquisizioni mirate.A tracciare la rotta del prossimo quinquennio è l'amministratore delegato Carlo Rosa, che fotografa un panorama internazionale profondamente mutato. La differenza principale rispetto al passato? «Il mercato cinese è sparito», spiega Rosa. Nel post-Covid, Pechino ha impresso una svolta autarchica alla sanità. Per prima cosa, dopo un vuoto totale nel settore della diagnostica, il Governo ha costruito campioni nazionali e ha dimezzato per decreto i prezzi del settore, blindando i contratti a favore dei produttori locali. Per Diasorin, in circa cinque anni, i ricavi in Cina sono più che dimezzati, passando dagli 80 milioni pre-pandemia agli attuali 35. La risposta del gruppo è stata una ri-geolocalizzazione: la vera partita si gioca oggi negli Stati Uniti, che da soli rappresentano il 40% del mercato globale per Diasorin. Grazie all'acquisizione da 1,8 miliardi di dollari di Luminex nel 2021, la società italiana di biotecnologie è oggi un player radicato sul suolo americano: lì genera il 50% del fatturato e impiega il 60% dei suoi dipendenti. Una dote che offre anche uno scudo dalle tariffe volute dall'amministrazione Trump. Al contrario, l'Europa (35% del fatturato complessivo) e l'Italia (8%) restano mercati complessi, frenati da una spesa sanitaria ingessata.Guardando al futuro, la demografia è un trend difficile da ignorare: l'invecchiamento della popolazione aumenta la domanda di cura, basti pensare che l'80% della spesa sanitaria individuale si concentra negli ultimi dieci anni di vita, ma la spesa pubblica non cresce. In Italia, ad esempio, resta ferma al 6% del Pil, con i margini di manovra assorbiti dalle spese per la difesa. In quest'ottica «servono tecnologie innovative ma poco costose», sottolinea Rosa.E se tutti vedono il futuro come strettamente legato alle nuove tecnologie, secondo Rosa queste non bastano. La risposta è investire in ricerca e sviluppo e l'Italia è protagonista in questo senso. Quasi tutta la ricerca di Diasorin è concentrata nell'hub di Bresso, alle porte di Milano. Per ora si è pianificato un investimento di 500 milioni di euro, di cui 300 milioni in ricerca che seguirà tre direttrici: leadership nelle malattie autoimmuni, con il lancio di 20 nuovi prodotti in tre anni; focus sulla diagnostica per la salute della donna con test rapidi entro il 2029; e diagnostica avanzata per il settore delle infiammazioni intestinali, dove Diasorin è già leader mondiale con oltre il 40% del mercato. Fuori dal perimetro restano invece i segmenti di oncologia, Alzheimer e diabete, dove la competizione è troppo alta e la certezza di trovare una cura bassa.







