Un premio accolto "con grande umiltà, perché sono consapevole che molti grandi registi non hanno mai avuto la Palma. Quindi trovo un po' eccessivo averne ricevute due (la prima l'aveva vinta nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, ndr). E so che bisogna aspettare anni per capire se un film sia davvero valido, se 'invecchi bene". Lo dice un sereno e sorridente Cristian Mungiu ai giornalisti dopo aver vinto di nuovo una seconda Palma d'oro a Cannes con Fjord.
Nel film, che arriverà in Italia distribuito da Bim, il cineasta mette al centro la storia di una coppia di romeni evangelici emigrati in Norvegia (interpretati da Sebastian Stan e Renate Reinsve, che sul palco con il regista durante la cerimonia di chiusura non ha trattenuto la commozione) finita al centro dell'attenzione mediatica e nel mirino dei servizi sociali per il modo in cui cresce i figli.
"So, perché ho fatto parte anche di questa giuria, e di molte altre, che tutti i premi sono il risultato del contesto, delle circostanze. Comunque sono davvero molto felice per Fjord - aggiunge il regista che durante la premiazione, con Tilda Swinton, dalla quale ha ricevuto la Palma si è scambiato un baciamano -. Perché un film ha bisogno di un pubblico. Allo stesso tempo, per noi cineasti, è importante concentrarsi sui film e non sui premi". Negli ultimi giorni "abbiamo ricevuto molti riconoscimenti diversi da molte giurie diverse. E ne sono molto felice. Per me significa che c'è qualcosa nella storia (impossibile non pensare anche alla vicenda della famiglia del bosco, ndr) che parla alla società a più livelli". La prima reazione dopo aver ricevuto la Palma "è stata voler chiamare i miei figli, ma ho pensato che fosse già troppo tardi, dormivano" racconta con un sorriso.











