Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. In questa puntata pubblichiamo ampi stralci di carte giudiziarie che tengono insieme il biennio 92-93, la guerra della mafia allo stato e le bombe in Continente
Dalla disamina delle dichiarazioni sopra passate in rassegna viene, inequivocabilmente, la conferma dell’affermazione con cui il discorso sui mandanti è partito: prima del luglio 1992 non si parlò mai, in «cosa nostra», di attentati al patrimonio storico e artistico della Nazione. Si parlò, invece, di attentati e azioni lesive contro singole persone, in dipendenza, soprattutto, dell’esito del maxi-processo.
È questo il dato più saliente da mettere in evidenza. Lo è, soprattutto, per il fatto che questo dato è commisto a una serie di discorsi sulle «strategie» e sulle «intenzioni» di cosa nostra agli inizi degli anni ’90, che servono a comprendere gli atteggiamenti dei capi dell’associazione verso le novità di quel periodo ed il modo in cui vi reagirono, ma non hanno una rilevanza diretta nel presente procedimento. Diventano, però, altamente significativi nella misura in cui marcano il distacco tra due modi diversi di pensare e di operare, che sono a monte e a valle degli accadimenti del luglio-agosto 1992.
















