A Donald Trump bisogna "resistere" perché "capitolare anche nelle cose più piccole serve unicamente a incoraggiare l'amministrazione a continuare ad attaccare la stampa". L'appassionato appello dell'editore del New York Times A.G. Sulzberger è rivolto ai media americani e arriva mentre è calato il sipario su Stephen Colbert, il comico nemico del presidente che ha spento le luci del Late Show della Cbs dopo 33 anni in onda.

Proprio alla Cbs Sulzberg sembra rivolgersi bacchettando le aziende che hanno patteggiato con il presidente "cause che avrebbero potuto vincere". Il network ha pagato 16 milioni di dollari all'amministrazione per risolvere la disputa scatenata dall'intervista di Kamala Harris a '60 Minutes' nel 2024. Un pagamento che, i critici, ritengono una mossa di SkyDance per ottenere il via libera dell'amministrazione alle sue nozze con Paramount.

Sotto la direzione Skydance e Paramount, Cbs ha spento le luci sul Late Show di Colbert. L'addio del comico è visto come un segnale dell'ennesima caduta di un critico di Trump: Colbert non ha mai risparmiato attacchi al presidente e alla First Lady fra battute e ironia, e per mesi è stato nel mirino della Casa Bianca che ne ha chiesto il licenziamento a gran voce. E ora il suo programma non c'è più in quella che appare un vittoria del presidente grazie a David Ellison, l'amministratore delegato di quella Paramount Skydance a cui fa capo Cbs e figlio di Larry Ellison, il quinto uomo più ricco al mondo nonchè alleato di Trump.