Eurozona: Bce verso due tagli nel 2026, Ecco perché. L'analisi di Neil Mehta, Portfolio Manager, RBC BlueBay
Il conflitto in Medio Oriente ha sconvolto le economie europee, portando a un’inflazione più elevata, a una crescita potenzialmente minore e a uno stallo per i policymaker. L’interconnessione dell’Europa e la mancanza di riserve energetiche l’hanno lasciata esposta alle oscillazioni dei mercati globali. Inoltre, le capitali europee rimangono ampiamente assenti dai negoziati di Washington che plasmano la stabilità energetica del Medio Oriente.
Le interruzioni dei viaggi aerei estivi ostacoleranno il turismo europeo, un meccanismo chiave di trasferimento economico nord-sud all’interno dell’Eurozona. I rischi, quindi, tendono nettamente verso un peggioramento della crisi energetica con il protrarsi del conflitto. La stagflazione appare sempre più probabile mentre i vincoli dell’offerta aggravano la distruzione della domanda.
LA BCE VERSO NUOVI RIALZI DEI TASSI
Di conseguenza, ci aspettiamo che la Bce alzerà i tassi a giugno e settembre, dato il suo obiettivo unico di preservare la stabilità dei prezzi. Già all’inizio del conflitto in Medio Oriente, i membri della Bce sono stati rapidi a evidenziare i potenziali rischi inflazionistici, al fine di limitare l’entità totale dei rialzi necessari. La banca centrale è rimasta ferma ad aprile, ma le discussioni erano fermamente orientate a preparare il terreno per un rialzo alla prossima riunione. L’esperienza del 2022 implica che probabilmente vedremo un’inversione di alcuni dei tagli del 2024/25. Tuttavia, a seguito di prospettive di crescita pessimistiche, non sorprenderebbe se queste mosse venissero successivamente annullate nel 2027.











