Bellezza e orizzonti, in cui le logiche puramente economiche lasciano spazio a visioni più ampie e composite. L’arrivo di un nuovo brand di alta gamma a Taormina si presta a molteplici letture, oltre la cornice geografica o imprenditoriale, per quanto significativa. L’apertura della nuova boutique Bvlgari è un altro tassello del mosaico scintillante in cui la “perla dello Jonio” assume un ruolo sempre più rilevante nella mappa delle destinazioni internazionali, confermato anche dalle valutazioni del mercato immobiliare. Ma il ragionamento si può ampliare incrociando i percorsi di sviluppo in un ambito più esteso, dove le ricadute non sono mai territorialmente limitate, ma hanno un importante effetto moltiplicatore, anche in termini di indotto e servizi. Il legame con l’arte e la presenza alla Biennale Proprio in questi giorni, il brand consolida il legame tra l’aspetto creativo della propria attività e il mondo dell’arte, quale partner esclusivo della Biennale di Venezia per le prossime tre edizioni, fino al 2030, ed è presente con il progetto di Lotus L. Kang al Padiglione Bvlgari nello Spazio Esedra dei Giardini. La Fondazione Bvlgari promuove inoltre la sua prima mostra, tra gli eventi collaterali, alla Biblioteca Nazionale Marciana, con due interventi site-specific: Momentary Monument – The Library di Lara Favaretto e Fragments of Fire Worship di Monia Ben Hamouda, entrambe legate al Maxxi, con cui è stato ideato il Maxxi Bvlgari Prize, il premio biennale dedicato a giovani artisti attivi in Italia. La storia: la nascita nel 1884 a Roma Bvlgari nasce a Roma nel 1884 grazie al gioielliere greco Sotirio Bulgari e si afferma come simbolo dell’alta gioielleria italiana. Nel 2011 entra nel gruppo LVMH. Laura Burdese sarà amministratrice delegata dal 1 luglio; il Ceo Jean-Christophe Babin è chairman del Board e di Bvlgari Hotels e presidente della Fondazione Bvlgari, nata nel 2024 per rafforzare l’impegno culturale e filantropico con la tutela del patrimonio storico-artistico e il sostegno all’arte contemporanea.I numeri, la Scuola e l’Academy La galassia aziendale oggi conta 6.491 dipendenti, 242 boutique e sei siti produttivi. Lo stabilimento di Valenza, il più grande sito di produzione di gioielleria al mondo, con persone da 38 nazionalità, ospita la nuova Scuola Bvlgari, aperta al pubblico, oltre alla Bvlgari Jewelry Academy per la formazione dei nuovi artigiani della Maison. Il brand sostiene rifugiati e richiedenti asilo con il Refugee Program, premiato dall’UNHCR. L’interesse strategico del colosso LVMH a Taormina L’inaugurazione della nuova sede siciliana apre dunque di fatto un dialogo, alimentato dalle interessanti prospettive legate all’impatto specifico globale - tra eleganza, arte, responsabilità sociale e formazione - dell’antica maison di alta gioielleria, fondata a Roma nel 1884 dall’artigiano greco Sotirio Bulgari e passata nel 2011 al Gruppo LVMH. Che conferma così l’attenzione alla location, dov’è già presente con gli hotel Belmond Timeo e Villa Sant’Andrea e con altri brand come Louis Vuitton, Dior e Loro Piana.Renato Munafò: si apre un dialogo con il territorio A tratteggiare non solo l’apertura di un nuovo punto vendita in Sicilia, ma quella che vuol essere una feconda relazione con il territorio è Renato Munafò, dal 2022 managing director Bvlgari, presente all’inaugurazione taorminese avvenuta nelle scorse settimane. E già è a breve in programma un nuovo viaggio in Sicilia per il manager originario di Messina, che dopo la formazione alla Luiss ha maturato una lunga esperienza professionale, tra storiche aziende italiane come Fendi e Gucci, dov’è stato general manager Southern Europe.In un mercato globale e digitalizzato, quale valore conserva oggi l’apertura di una boutique, un presidio fisico, sul territorio? Siamo in Sicilia da diversi anni a Palermo, Catania, Siracusa, Ragusa: l'apertura di Taormina rappresenta un altro passo. Taormina ha avuto e continua ad avere una grandissima trasformazione, non solo in termini di accoglienza di un pubblico internazionale, ma di fatto è diventata un luogo dove la cura e l’attenzione per il bello si trasferiscono nell’offerta a qualsiasi tipo di audience. Il gruppo LVMH è intervenuto con un reale interesse e con l’intervento sull’hotellerie e sulle attività retail, Bvlgari segue un po’ quella che è una strada già percorsa da altre maison del gruppo. Che sia su un canale digitale o su un canale fisico, la nostra attenzione maggiore è assicurare che il dialogo con la clientela continui sempre.Il Mediterraneo ha sempre esercitato un forte richiamo nell’immaginario del lusso: quanto si riflette nella vostra creatività e nelle collezioni più recenti? Il Mediterraneo - e io sono orgoglioso figlio di questo luogo meraviglioso - è senz’altro presente nella nostra creatività, è la combinazione di culture diverse che si è espressa nei secoli con magnificenza. Abbiamo dato il nome di Mediterranea a una delle collezioni presentate nel 2023 a Venezia, lo scorso anno eravamo a Taormina non a caso con una collezione che si chiama Polychroma, quindi di nuovo un richiamo fortissimo a quello che il Mediterraneo è, cioè un insieme di luci, colori e sfumature presenti nelle nostre creazioni nella loro manifestazione massima. Partire dalla luce e dai colori è nell’ispirazione della direttrice creativa gioielli Lucia Silvestri. Il concetto di lusso si è evoluto, andando oltre il prodotto e includendo valori, sostenibilità e responsabilità sociale: come traducete questo impegno? Sono temi estremamente cari a tutto il gruppo. C’è ad esempio una collaborazione con Save the Children da oltre 15 anni, distintiva di una forte volontà di collaborare con un’organizzazione che punta a migliorare le condizioni di vita di giovani in difficoltà, per costruire il futuro puntando sulla formazione e sulla didattica. È la volontà di essere presenti su contesti spesso lontani da ciò che assoceresti a una marca di lusso, ma sicuramente a noi molto cari. C’è una collezione dedicata, il cui ricavato viene in parte devoluto all’associazione, e abbiamo inoltre contribuito alla realizzazione del Punto Luce di Ostia che aiuta i giovani ad alimentare le proprie passioni. L’azienda ha inoltre creato la Fondazione Bvlgari che integra nel proprio scopo la collaborazione con Save the Children, oltre alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. Creare una Fondazione per mantenere continuità senza un orizzonte temporale ci inorgoglisce molto. I brand sono sempre più chiamati a generare valore per i territori che li ospitano: qual è il vostro “give back”? Il restauro della cartografia presente all’interno di Palazzo Corvaja è un intervento di cui si sta occupando proprio la Fondazione e che dovrebbe essere completato a breve. In generale abbiamo un livello di attenzione molto alto per i progetti che hanno valore sul territorio, che sono rilevanti per la nostra identità.Gli orizzonti di sviluppo di un territorio non possono che passare dalle sue giovani generazioni: in che modo una presenza come la vostra può esercitare un positivo influsso, e quali competenze andrebbero potenziate? Io stesso rappresento chi ha voluto fortemente continuare una formazione importante che permettesse di non avere limiti né geografici né di settore, nello sviluppo della mia carriera. Ho studiato dai gesuiti, poi ho fatto l’università a Roma e credo che quello che serve ai ragazzi oggi - sono uno zio orgoglioso di nipoti che stanno continuando la formazione scolastico-universitaria in Inghilterra - è la grande volontà di capire che il mondo necessita di una competenza distintiva e di una grandissima passione. Milano ormai è diventata il sud dell’Europa dal punto di vista formativo, mentre dalla Sicilia si pensa ancora di dover andare a fare l’università altrove, nonostante ci sia un’offerta eccellente. La scala geografica si è ampliata e l’unico suggerimento è proprio di investire sulla formazione, scegliendo liberamente, senza pregiudizi, se partire o restare. L’arte orafa, in particolare, non è solo attività artigianale, devi trovare soluzioni, adattare la creatività alla sua realizzazione pratica per oggetti durevoli, perfettamente indossabili. Bvlgari sente la responsabilità della formazione nei confronti di chi muove i primi passi. Sotto l’aspetto del recruiting siamo presenti sul territorio con collaborazioni importanti, ad esempio con l'Accademia Euromediterranea, e siamo attenti alla valorizzazione dei talenti. M’inorgoglisce il fatto che a Taormina abbiamo aperto una boutique in cui tutto il team è siciliano, sia di origine che di adozione. Un team pieno di energia, sono convinto che farà benissimo!
Taormina continua ad attrarre i brand d’alta gamma al Sud. Munafò: dialogo con il territorio e valore ai talenti
L’intervista al managing director (messinese) di Bvlgari dopo la nuova apertura nella Perla dello Jonio, che conferma l’interesse strategico del Gruppo LVMH. Tutto il team dello store è siciliano









