Lagalla difende l’Albero Falcone come luogo della memoria e non come spazio di scontro politico. Dopo le contestazioni di ieri, durante la commemorazione della strage di Capaci, il sindaco di Palermo richiama il senso di unità che il 23 maggio dovrebbe essere comune.Sotto l’Albero alcuni manifestanti hanno fischiato ed esposto striscioni, anche contro ilpresidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo. Lagalla parte dalle parole di Maria Falcone, che aveva invitato tutti al raccoglimento e al rispetto, ricordando che «Giovanni è nostro».«Ha parlato al cuore della città», dice il sindaco. Per lui, il ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta deve restare «un momento che unisce e non che divide, pur nel rispetto di tutte le opinioni e delle contestazioni, come è giusto che sia in una democrazia libera».Il sindaco insiste su un punto: la memoria non può essere usata come terreno di scontro: «Palermo ha il dovere di custodire quella memoria come patrimonio collettivo, senza appropriazioni e senza contrapposizioni», afferma.Per Lagalla l’Albero Falcone deve rimanere dei cittadini, dei giovani e delle famiglie. «Non una sfilata, non un luogo da monopolizzare politicamente da una parte o dall’altra. La forza del messaggio di Maria Falcone è stata proprio questa: ricordarci che davanti al sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e di tutte le vittime della mafia, Palermo deve sapersi ritrovare comunità. Ed è questo lo spirito con cui continueremo a vivere il 23 maggio: nel segno dell’unità, della memoria e dell’impegno concreto contro ogni cultura mafiosa».
L'appello del sindaco Lagalla dopo le contestazioni: «L’Albero Falcone non sia terreno di scontro»
Lagalla difende l’Albero Falcone come luogo della memoria e non come spazio di scontro politico. Dopo le contestazioni di ieri, durante la commemorazione della...











