"Voglio vincere l'America's Cup con Luna Rossa per l'Italia e per Patrizio Bertelli". Max Sirena, timoniere e ora team director e skipper di Luna Rossa ha già vinto con Oracle e New Zealand. "Ma io voglio vincere con Luna Rossa". Ribadisce in una chiacchierata all'interno della base cagliaritana di Luna Rossa. Si vedrà a Napoli. Ma intanto a Cagliari, nelle regate preliminari della Louis Vuitton 38/a America's Cup in vista della sfida del 2027 il team con giovani e donne è primo. Neozelandesi avversari da battere: "A sentire loro, sono sempre gli underdog, quelli che piangono sempre. Poi vai a scoprire che hanno un team da trecento persone. Sotto il profilo sportivo sono loro il team da battere, sono i detentori e faranno di tutto per rivincere. Saranno ancora più agguerriti perché comunque hanno portato loro la Coppa in Italia e sanno che sarà un ambiente un po' più ostile". Riguardo la nuova barca, "sono mesi che ci lavoriamo sopra. La barca è in cantiere, qua dentro. Abbiamo fatto le prove al traino una settimana fa. Sarà una barca esteticamente - non parlo del colore - a livello di geometria simile, molto simile a quella che abbiamo visto a Barcellona, però completamente nuova dal punto di vista dei sistemi. Diciamo che inizieremo la costruzione della base a Napoli intorno a settembre. Adesso stiamo finendo la progettazione, sarà una base anche molto bella. Ancora però non abbiamo deciso se andremo a dicembre, a gennaio o più in là. Lo decidiamo più avanti, dobbiamo valutare un po' di aspetti tecnico-logistici". Con un Peter Burling in più. "È il velista più vincente degli ultimi trenta-quaranta anni, ha vinto tutto. Fa parte del team, è un asset fondamentale per il team, non solo in acqua ma anche a terra. Poteva andare dovunque. Se ha scelto di venire qua è perché ha pensato di poter trovare le condizioni migliori per performare al meglio e per la storia di Luna Rossa". E sui giovani in gara alle preliminari dice "sono forti. Mi aspettavo che fossero più in forma dei senior, quello sì. Per una questione molto semplice: si sono allenati molto di più sulla barca One Design. Peter Burling, soprattutto, e Tita Ruggeri hanno navigato sulla barca con sistemi diversi, quindi non con quelli automatici. Questa è una regata importante per tanti aspetti, perché è un modo per vedere se il lavoro che stiamo facendo è quello giusto. Non dimentichiamoci che poi la Coppa si regaterà su barche completamente diverse. Perché non sei più su barche One Design, entrano in gioco una serie di fattori: i sistemi, le vele, le wing, è tutto diverso".