Apple è impegnata in uno dei recuperi tecnologici più complessi della sua storia recente. Dopo anni in cui Siri è rimasta ferma mentre i concorrenti costruivano assistenti vocali capaci di ragionare, l’azienda ha imboccato la strada dell’intelligenza artificiale con Apple Intelligence e sta cercando di riportarsi in linea, un aggiornamento alla volta.
È un percorso che non riguarda solo il software: buona parte delle scelte hardware dei prossimi mesi, dai chip ai nuovi dispositivi per la casa, dai display agli accessori, è costruita attorno a quel che Apple sarà in grado di fare nel campo dell’intelligenza artificiale. Prodotti che devono essere abbastanza potenti da far girare modelli AI locali, abbastanza connessi da integrarsi con una Siri rinnovata, abbastanza nuovi da non sembrare già vecchi nel momento in cui escono.
Non è un caso che molti degli aggiornamenti attesi nella seconda metà del 2026 abbiano come denominatore comune proprio una Siri all’altezza: senza di essa, alcuni hardware sarebbero già usciti mesi fa.
Il momento di snodo sarà la WWDC di giugno, dove Apple mostrerà iOS 27, macOS 27 e le fondamenta software dell’autunno. Poi, tra settembre e novembre, arriveranno i nuovi sistemi operativi e con loro buona parte dei lanci hardware più attesi. Nel mezzo, nei mesi estivi, si collocano aggiornamenti di rilievo sui processori M5 per alcune categorie di Mac.






