Entrano nel vivo le indagini della Procura di Roma sui cinque italiani morti durante un’immersione nelle Maldive. Mentre all’ospedale di Gallarate iniziano le autopsie sulle salme, la Squadra Mobile esamina le mail universitarie e i filmati delle GoPro per chiarire la natura della missione e l’adeguatezza della strumentazione.

Le autopsie sui cittadini italiani

L'analisi delle GoPro dei sub morti

La ricostruzione dell'incidente nelle Maldive

Le autopsie sui cittadini italianiLa prossima settimana sarà determinante per accertare le cause della tragedia avvenuta nelle acque dell’atollo di Vaavu. Le salme dei cinque sommozzatori, giunte all’aeroporto di Malpensa nella giornata di sabato 23 maggio, sono state trasferite sotto sequestro presso l’obitorio dell’ospedale di Gallarate.Il pubblico ministero di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra, su delega della Procura di Roma che procede con l’ipotesi di reato di omicidio colposo contro ignoti, conferirà l’incarico per gli esami autoptici. Il primo accertamento medico-legale verrà eseguito sul corpo del quarantattrenne Gianluca Benedetti, il capobarca rintracciato per primo subito dopo l’incidente.ANSARecuperati tutti i corpi dei sub italiani morti alle Maldive: a breve gli esami tecnici ed autopticiNei giorni successivi si procederà con le perizie sui resti di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri. Carlo Sommacal, congiunto di due delle vittime, ha chiesto il silenzio mediatico difendendo la preparazione tecnica della moglie, specificando che la docente possedeva tutti i brevetti e le specializzazioni necessarie per le immersioni profonde.L’analisi delle GoPro dei sub mortiGli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dall’autorità giudiziaria capitolina, si concentreranno sullo studio dei dati informatici contenuti nei computer, nei telefoni cellulari e nelle videocamere GoPro indossate dalle vittime.Gli accertamenti includono il controllo della corrispondenza elettronica tra la professoressa Montefalcone e il Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Genova, finalizzato a verificare l’esistenza di un documento di missione formale.