Boom di alunni immigrati. E a Vienna i cristiani ora sono una minoranza
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L'evoluzione dei flussi migratori a Milano trova lo specchio più fedele e immediato nelle scuole, dove le trasformazioni dell'anagrafe studentesca anticipano i futuri assetti demografici. L'europarlamentare Silvia Sardone, che è anche consigliere comunale a Milano, ha effettuato un'interrogazione all'assessorato all'Istruzione cittadino ed è emerso che ci sono 35 plessi locali in cui la maggior parte degli iscritti è di origine straniera. Nelle 24 elementari dove gli italiani sono meno della metà ci sono ben 122 nazionalità diverse, nelle 11 medie ce ne sono 115. Molti genitori, temendo che i propri figli possano restare indietro per i problemi linguistici che condizionano i tempi di apprendimento, iscrivono i figli in istituti di altri quartieri, accelerando la polarizzazione.Questi dati non sono un unicum in Europa, come dimostra Vienna, per esempio: considerando tutte le scuole dell'obbligo, gli studenti musulmani sono il 39% mentre i cristiani il 36%. In Inghilterra la situazione è simile e gli alunni con background etnico minoritario sono il 38%: nei singoli borough di Londra ci sono casi in cui gli alunni di etnia minoritaria sono la maggioranza, come a Newham (69,2%), Brent (65,4%) e Redbridge (65,2%). In Francia, per principio costituzionale, non ci sono statistiche ufficiali su etnia o religione degli alunni, ma in Germania è possibile ricavare alcuni dati indiretti: secondo le cifre riprese dalla stampa tedesca, in 26 scuole di Berlino oltre il 90% degli alunni ha una lingua d'origine non tedesca, con istituti nei quartieri di Neukölln e Kreuzberg dove le percentuali sfiorano il 100%. Nel complesso, nelle scuole elementari berlinesi gli alunni non madrelingua tedesca sono più del 48%. Ovviamente, i criteri statistici non sono identici da Paese a Paese, ma la tendenza di fondo è la stessa: l'Europa sta cambiando faccia.







