Quando le porte del MI AMI si aprono, alle 16, al parco dell’idroscalo l’aria è calma. Il caldo non è soffocante, ma si appiccica sui vestiti. Qualcuno fa una passeggiata, una famiglia di turisti sta finendo di pranzare. Un signore di mezza età si diverte a viaggiare sui pattini, mentre due ragazzi noleggiano una canoa. Passati i controlli, l’area del festival è pulita. Si percepisce ancora la (bella) “sbornia musicale” del giorno precedente: il pop contaminato con la tradizione de La Nina e il suo disco “Furèsta” (targa Tenco per il miglior album in dialetto), la voce di Tutti Fenomeni, uno degli artisti più interessanti della nuova scena. E poi l’apparizione a sorpresa di Francesca Michielin e l’energia del live di faccianuvola, cantautore rivelazione del 2025 che ha raccolto sotto il palco un fiume di gente. Tra i presenti di venerdì 22, anche Stefano De Martino. Forse, in missione scouting in vista del prossimo Festival. Chissà: la certezza è che il prossimo conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027 ha postato una story su Instagram con il live di faccianuvola.

Il sabato: gli outsider, qualche conferma e un artista su cui scommettere

Il terzo giorno, il MI AMI (che compie 20 anni) è ripartito da dove aveva lasciato, con i quattro palchi accesi. Mentre chi aveva acquistato il biglietto del sabato cominciava ad arrivare, è stato il turno di scommesse e outsider: a inaugurare i live è stata gommarosa con sonorità elettroniche indie/pop, seguita dalla pugliese Rosita Brucoli e i suoi brani con cambi di ritmo e melodia improvvisi. Il pomeriggio, poi, si è iniziato a entrare nel vivo: sul We road Gioia Lucia ha portato il suo pop contaminato con funk e r&b e si è ballato a ritmo del battito di mani. Sull’Ing, invece, si è potuto ascoltare la voce dolce e malinconica della cantautrice napoletana Sara Gioielli, reduce dalla collaborazione con Liberato. Più tardi Angelica Bove, finalista di Sanremo Giovani, ha raccolto una bella folla sotto lo stesso palco. Pochi passi più in là Primogenito, con carisma, ha coinvolto i presenti con la sua scrittura tra immagini quotidiane e fiabesco. Ha cantato pezzi intimi e sugli uptempo, suonando anche il kazoo, ha invitato a scatenarsi: il pubblico ha accolto la richiesta e, dentro un cerchio improvvisato, alcuni coraggiosi hanno dato il via a una danza sfrenata. L’artista classe 2004 si è cimentato anche nella cover di un brano argentino e, per presentarlo, ha imitato Federico Buffa. La stoffa non gli manca. Se c’è da scommettere sul futuro, qualche fiche la puntiamo anche su di lui.