Negli Stati Uniti è stata depositata una nuova class action che coinvolge alcuni dei principali produttori mondiali di alcuni componenti fondamentali per il funzionamento degli hard disk meccanici.

La causa, presentata presso la U.S. District Court for the Northern District of California, accusa diversi fornitori legati ai gruppi TDK Corporation e NHK Spring di aver partecipato a pratiche di cartello, ovvero di essersi messi d'accordo per fissare artificiosamente i prezzi, per oltre un decennio.

Secondo l'accusa, il presunto schema anticoncorrenziale sarebbe rimasto attivo dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2016, influenzando in modo diretto il costo di produzione degli hard disk e, di conseguenza, i prezzi finali sostenuti da rivenditori e consumatori. L'azione legale riguarda infatti non solo gli HDD acquistati singolarmente, ma anche computer e sistemi che includevano unità disco tradizionali.

La rilevanza della vicenda deriva soprattutto dal ruolo centrale ricoperto dai componenti al centro della querelle. Si tratta dei sottili bracci meccanici che controllano il posizionamento della testina di lettura e scrittura sopra i piatti magnetici in rotazione. Il componente deve operare con tolleranze estremamente ridotte, considerando che le moderne unità HDD lavorano con densità magnetiche elevatissime e con testine sospese a distanze microscopiche dalla superficie del disco.