L'ex insegnante dovrà tornare davanti a un'altra Corte d'Appello, dopo la decisione della Cassazione che lei stessa ha rivelato sui social. Lo sfogo in un video contro la Giustizia: «Perché il processo penale in Italia è rotto», dice invocando una riforma

Nuovo capitolo giudiziario per Daniela Casulli, l’ex insegnante barese di 47 anni ormai nota sui social come «Zia Martina». La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui era stata assolta in secondo grado dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minorenne, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura generale di Bari. Il fascicolo torna quindi davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello del capoluogo pugliese, come riportato dall Gazzetta del Mezzogiorno. Le motivazioni della decisione saranno depositate nei prossimi giorni.

Cosa contestano a Daniela Casulli: l’inchiesta e la condanna in primo grado

I fatti risalgono all’estate del 2021, quando la donna, all’epoca in servizio in Trentino, finì al centro di un’indagine dei carabinieri partita dopo alcune segnalazioni e dal materiale rinvenuto sui dispositivi di alcuni minori. Secondo l’accusa, Casulli avrebbe avvicinato adolescenti tramite i social, intrattenendo rapporti con un quindicenne all’interno di una struttura ricettiva nel centro di Bari, con la realizzazione di due video, e partecipando a una videochiamata su Instagram alla quale era collegato anche un dodicenne. Sul Corriere del Mezzogiorno, Nicolò Delvecchio ricorda che il Tribunale di Bari, in primo grado, l’aveva condannata a 7 anni e 3 mesi di reclusione e a una multa da 75mila euro, applicando anche l’interdizione dai pubblici uffici e il divieto di lavorare a contatto con minori. In appello, però, era arrivata l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato». I giudici che non avevano ravvisato la consapevolezza, da parte dell’imputata, di concorrere alla produzione di materiale pedopornografico né della presenza del dodicenne durante il collegamento.