La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di Daniela Casulli, maestra brindisina 48enne (conosciuta come “zia Martina”) che nel 2021 fu arrestata con l’accusa di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne.

Contro l’assoluzione decisa dalla Corte d’appello aveva presentato appello la Procura generale di Bari. In primo grado era stata condannata a 7 anni e tre mesi e 75mila euro di multa. Lei ha sempre sostenuto di avere avuto rapporti consenzienti con i minori e di non aver prodotto né divulgato video.

La Procura di Bari, invece, la accusava di due episodi di produzione di materiale pedopornografico "utilizzando un minore di 18 anni” e di due di corruzione di minorenne, per aver compiuto atti sessuali con un quindicenne alla presenza di un dodicenne e un tredicenne. E, dopo l’assoluzione in Appello, la procuratrice Patriza Rautis aveva ribadito che il quindicenne filmato durante un rapporto sessuale con la maestra, non avrebbe dato il consenso alla produzione del video. E che Casulli sarebbe stata inoltre consapevole della partecipazione di un dodicenne a una videochiamata di gruppo fatta mentre si masturbava.

La Procura generale insisteva sul fatto che la sua attività fosse stata "pedofila” ovvero che i minori ne fossero vittime. Mentre per la donna si trattava solo di giochi erotici, a cui i ragazzi avevano dato il consenso. La Cassazione, a quanto pare, ha recepito le istanze della pubblica accusa, ma per capire come bisognerà attendere le motivazioni della sentenza.