"La mostra per i 140 anni de Il Resto del Carlino, che viene ospitata presso i Chiostri danteschi di Ravenna, rappresenta una grande connessione di spunti culturali tra il ruolo del giornale e il luogo in cui se ne celebra la memoria, vicino ai luoghi simbolo della vita di Dante da una parte ma anche di quella più recente di Lord Byron". Antonio Patuelli, presidente del Gruppo La Cassa di Ravenna – che comprende oltre alla Cassa, la Banca di Imola e il Banco di Lucca e del Tirreno oltre a società di servizi e a partecipazioni importanti come nel Cse – riflette sul ruolo del quotidiano nel panorama culturale e sul significato profondo di ospitare a Ravenna una mostra in un luogo identitario della cultura italiana.

Presidente Patuelli, Il Resto del Carlino ha avuto come direttore esponenti di primo piano della cultura italiana...

"Il giornale non è mai stato solo un luogo di informazione ma è stata una fucina culturale che ha visto avvicendarsi profili di primissimo piano, da Mario Missiroli a Enzo Biagi passando da Giovanni Spadolini. E Ravenna è una importante cerniera nel percorso di sviluppo della cultura italiana e del ruolo del Carlino". Con quali tappe?

"Non possiamo dimenticare la venuta a Ravenna di Benedetto Croce, ministro della pubblica istruzione che allora comprendeva anche la Cultura, che nel 1920 celebrò il sesto centenario della morte del sommo poeta nella sala della Biblioteca Classense che poi sarebbe diventata la sala Dantesca. E Benedetto Croce sul viaggio verso Ravenna fece tappa a Bologna proprio per salutare gli amici del Carlino".