HomePratoCronacaCicognini Rodari. Quanti applausi agli studentiC’è un momento preciso in cui un concerto scolastico smette di essere un saggio di fine anno e diventa un...C’è un momento preciso in cui un concerto scolastico smette di essere un saggio di fine anno e diventa un...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciC’è un momento preciso in cui un concerto scolastico smette di essere un saggio di fine anno e diventa un concerto vero e proprio: gli studenti del liceo musicale Cicognini Rodari hanno superato quel confine giovedì sera sul palco del Garibaldi con il progetto Jazz e Nuovi Linguaggi. La serata ha offerto un programma in due parti, mettendo in luce una maturità tecnica e interpretativa che va ben oltre l’età degli esecutori.
Nella prima parte l’Ensemble di percussioni sotto la guida dei docenti Andrea Brogi e Omar Cecchi, si è distinto per il rigore geometrico delle esecuzioni, in un dialogo serrato tra marimbe, xilofoni, timpani, piatti, tamburi. Nella seconda sul palco la Big Band diretta dai docenti Marcello Nesi e Giorgio Rossini con un repertorio che ha valorizzato strumenti a fiato, sezione ritmica e solisti. Un monumento come Milestones di Miles Davis in apertura ha dato un impatto emozionante; poi una raffinata versione per big band di Don’t Know Why, con la studentessa Ester Delia Paci alla voce, il celebre brano scritto da Jesse Harris e portato al successo da Norah Jones, quindi il Concerto for Cootie di Duke Ellington e la tromba solista di Marco Settesoldi. A chiudere l’energia travolgente di St. Thomas di Sonny Rollins, che ha completato la serata con un’esplosione di energia, dove la sezione ritmica ha mantenuto un groove trascinante.













