Contro il no alle preferenze

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Anna Lapini

Anna Lapini è una imprenditrice toscana, con un negozio di design e articoli per la casa nel centro storico di Arezzo. E’ presidente di Terziario Donna Confcommercio, il gruppo che rappresenta oltre 250mila imprenditrici, lavoratrici autonome e professioniste del commercio, del turismo dei servizi dei trasporti e della cultura. Il Tdlab è la convention nazionale di Terziario Donna che è in corso di sfolgimento a Viareggio sonil titolo “Economia per le persone: il valore che conta” Come presidente di Terziario Donna rappresenta 250.000 imprenditrici: come è cambiata negli ultimi anni la situazione dell’imprenditoria femminile in Italia? “Negli ultimi anni l’imprenditoria femminile è rimasta sostanzialmente stabile, rappresenta il 22% di tutte le impese italiane. Ma se ci focalizziamo sul terziario, questa percentuale sale al 36,6%,. Questo significa che le donne scelgono il nostro settore per fare impresa. Un dato significativo che testimonia la centralità delle donne in questo comparto. In particolare, le under 35 e le straniere trainano la crescita con tassi superiori alla media italiana”. E cosa serve per far crescere ulteriormente questo settore? “Inutile negarlo, persistono ostacoli strutturali importanti: c’è un gender gap anche nell’acceso al credito, che è difficile e i carichi familiari continuano a pesare in modo sproporzionato sulle donne. Per questo reputiamo cruciale, e chiediamo a gran voce, un welfare inclusivo che non escluda le imprenditrici e gli imprenditori, a sostegno della genitorialità ma anche del lavoro di cura. Perché prima di tutto, chi fa impresa è una persona. Così come promuoviamo progetti di educazione finanziaria e iniziative, a cominciare dalle scuole di diffusione della cultura imprenditoriale e di promozione delle materie Stem, le materie scientifiche e tecnologiche, oggi essenziali nel mondo del lavoro e per chi vuole fare impresa“. Tempi e spazi di conciliazione della famiglia, resta questo quindi il nodo centrale? Per scendere nel concreto a che punto siamo, ad esempio con gli asili aziendali? “Quando ero presidente del Gruppo Terziario Donna di Arezzo ho inaugurato il primo asilo nido proprio nella nostra sede in Confcommercio. L’armonizzazione tra vita familiare e professionale, ora come allora, è per Terziario Donna un tema cruciale. Per le dipendenti del terziario grazie ai contratti collettivi siglati dalle organizzazioni datoriali più rappresentative, come Confcommercio, ci sono strumenti di welfare e fondi sanitari dedicati. Inoltre Terziario Donna promuove la Certificazione di parità di genere, che premia le imprese più attente alla realizzazione di iniziative in favore dell’occupazione femminile” Lei guida un’azienda alla terza generazione: quali opportunità e quali sfide specifiche vede oggi per le imprese familiari “Guido un’azienda familiare alla terza generazione nel settore del design e dell’oggettistica per la casa. Questa esperienza mi permette di osservare in prima persona e da vicino le dinamiche delle Piccole e medie imprese del terziario. Le opportunità derivano soprattutto dal profondo radicamento territoriale delle nostre aziende, che ci consente di rispondere con flessibilità alle esigenze locali. Le sfide principali, invece, arrivano dalla travolgente velocità dell’innovazione tecnologica, basta pensare all’Intelligenza Artificiale, ed alle incertezze determinate dagli scenari internazionali, che mai come in questo momento sono davvero imprevedibili”. Laura Sartini