Aveva ragione Tolstoij quando scriveva che le buone idee sono idee semplici. L’Ottobre Alessandrino è una di quelle: concentra il calendario di eventi culturali della città in un mese ben definito, imprimendo la propria griffe nel panorama nazionale. La terza edizione questo autunno sarà sempre guidata dall’Alessandria Film Festival diretto da Luca Ribuoli. Il regista è un local hero non troppo local, che ha girato alcuni dei film e delle fiction tv di maggior successo degli ultimi anni, vincendo Nastri d’Argento e Globi d’Oro. Il più recente è Non abbiam bisogno di parole, remake del francese La famiglia Bélier. Uscito ad aprile su Netflix, ha esordito in testa alla classifica della piattaforma restandoci per due settimane, secondo titolo più visto al mondo. Per festeggiare chi ha portato la città sulle mappe internazionali, Piemonte Movie organizza una proiezione-evento gratuita martedì al Cinema Alessandrino, con in sala il regista, la protagonista – la cantautrice Sarah Toscano – il cast e i produttori. Nell’attesa del trionfale ritorno a casa, Ribuoli si emoziona già. «Sono felicissimo di presentare il film nella città in cui ho scoperto il cinema e in cui l’ho girato. È la prima volta che la impiego come set, averlo fatto con una storia molto vicina al mio cuore è come un cerchio della vita che si chiude». Com’è stato vedere il mondo Netflix da lassù?«Faceva un effetto incredibile. A colpirmi è stato soprattutto il successo riscontrato in Europa, America Latina e Asia. Di per sé il genere commedia non ha mai un gran potenziale internazionale, utilizza schemi molto legati alla cultura del Paese di provenienza. Questa volta è andata diversamente». Si è fatto un identikit del suo pubblico?«La maggior parte erano spettatori fra i 18 e i 34 anni, i più difficili da acchiappare. Una soddisfazione doppia».
Luca Ribuoli: “Con Netflix stavolta ho giocato in casa”
Il regista e direttore dell’Alessandria Film Festival alla proiezione evento di «Non abbiam bisogno di parole» che apre il Momas








