HomeRiminiCronaca"Sul fine vita va trovata una linea condivisa"La Diocesi entra nel dibattito rivolgendo un messaggio alla politica: "Non si apra la strada a posizioni eutanasiche o suicidiarie"Il vescovo Domenico BeneventiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Diocesi di San Marino-Montefeltro entra nel dibattito sul fine vita e lo fa con un messaggio preciso rivolto alla politica: trovare una linea condivisa che metta al centro la tutela della vita ed eviti aperture verso eutanasia o suicidio assistito. L’appello della Diocesi arriva dopo la seduta del Consiglio Grande e Generale del 19 marzo, quando l’aula aveva affrontato due distinti progetti di legge su "fine vita e testamento biologico". Testi che, nelle prossime settimane, approderanno in Commissione per essere limati in vista della discussione in parlamento.

"Come commissione sul fine vita – si legge nel comunicato della Diocesi di San Marino-Montefeltro – prendiamo atto del confronto che si è sviluppato e auspichiamo che esso possa generare frutti positivi per l’intera comunità. Tra questi, riteniamo particolarmente significativo che si sia levata con chiarezza, anche nello spazio pubblico, la voce dei cattolici, impegnati a testimoniare il pensiero cristiano e a offrire una ragione di speranza a ogni persona, soprattutto di fronte alla malattia e alla morte. Abbiamo presentato alcuni contributi e suggerimenti affinché la legge che ci si appresta ad approvare sia pienamente rispettosa della vita e della dignità intrinseca di ogni persona". La Diocesi sammarinese è conscia dell’importanza e della delicatezza del tema. Proprio per questo quello indirizzato ai politici del Titano è un appello al buon senso e alla prudenza: "Auspichiamo che quanti hanno a cuore le sorti della Repubblica di San Marino e il perseguimento del bene comune sappiano esprimere un orientamento unitario in ordine alla legge e agli emendamenti necessari. Rvolgiamo a tutti coloro che sono chiamati a responsabilità politiche un invito chiaro alla ricerca dell’unità, tanto auspicata, in una direzione condivisa che salvaguardi la vita e non apra la strada a posizioni eutanasiche o suicidarie".