VITTORIO VENETO (TREVISO) - Ladri di offerte in azione all'interno della cattedrale di Vittorio Veneto: asportata dall'altare della Madonna la pesante struttura in ferro in cui era possibile inserire un'offerta dopo aver accesso una candela o aver sostato per una preghiera. Il furto risale al primo pomeriggio di mercoledì 20 maggio. E ieri mattina i carabinieri di Vittorio Veneto, a cui la parrocchia di Ceneda aveva sporto denuncia subito dopo il furto, hanno ritrovato la struttura in ferro che ospitava la cassetta delle offerte sul colle di San Paolo, a poca distanza da piazza Giovanni Paolo I dove si trova la chiesa. Era ovviamente forzata e vuota. Ma i carabinieri sarebbero già sulle tracce degli autori che, da quanto appreso, si tratterebbe di giovani sbandati.
Il rammarico Il parroco di Ceneda, monsignor Graziano De Nardo, non nasconde il profondo rammarico per l'ennesimo furto verificatosi all'interno della cattedrale. «Si tratta - afferma il sacerdote - di gente pronta a tutto e che non ha alcun senso di rispetto del sacro, ma tanta fame di soldi. Come per il furto della cassetta delle offerte del presepe avvenuto ad inizio anno, gli autori sono bande di ragazzi. La cassetta delle offerte, o meglio una colonna anche un po' blindata non ancorata ma pesante una cinquantina di chili, è stata sottratta mercoledì dopo le 14 e si trovava davanti all'altare della Madonna, entrando in chiesa lungo il lato destro. La struttura era voluminosa. Difficile poter dire quanti soldi ci fossero al suo interno anche perché era stata svuotata pochi giorni prima. Abbiamo presentato subito denuncia ai carabinieri».Le indagini Le indagini sono in corso e ieri, dopo il recupero della struttura tra la vegetazione del colle che sovrasta Ceneda, potrebbero avere presto una svolta, cioè dare un volto ed un nome agli autori. Da quanto appreso ad agire sarebbero state più persone di giovane età. Nei primi giorni del 2026 sempre in cattedrale era stata rubata la pesante cassetta delle offerte posta nei pressi del presepio allestito nella sede della confraternita dei cappati. Come nel caso di quella sottratta mercoledì, non si trattava di una cassettina da poter nascondere sotto un cappotto, ma che necessitava, visto il peso e la dimensione, almeno di quattro braccia per essere portata via. Per la cattedrale di Ceneda questo è solo l'ultimo di una serie di furti di elemosine messi a segno negli ultimi anni, episodi duramente condannati da fedeli e parrocchiani che non si capacitano come questi fatti si possano verificare anche all'interno di luoghi sacri.







