Daniel Perkins ha iniziato a disegnare This Modern World nel 1983, in una copisteria di Iowa City, mentre aspettava che qualcuno avesse qualcosa da fotocopiare. Quasi quarant’anni dopo, il suo alter ego Tom Tomorrow è ancora lì, ogni settimana, a raccontare l’America che si autodistrugge mentre sorride. Il suo personaggio più celebre è Sparky, un pinguino con gli occhiali da sole che commenta il presente con ironia precisa, clinica. Nella seconda amministrazione Trump, Sparky non ha mai lavorato così tanto.
Negli Usa Perkins è una bandiera del fumetto politico indipendente. Pubblicato per la prima volta sulla rivista anarchica di San Francisco Processed World, ha lanciato ufficialmente This Modern World nel 1988. Da allora la striscia è uno dei punti di riferimento del giornalismo politico americano, apparsa su oltre 80 testate tra Stati Uniti e Canada, dal New York Times al New Yorker, da Mother Jones all’Economist. In Italia i suoi fumetti sono apparsi su Linus, di cui ha realizzato una memorabile copertina per Halloween con la faccia di Trump trasformata in una zucca.
Perkins è sempre stato un fumettista di resistenza, con la stessa ferocia su riviste anarchiche come sul New York Times. È anche fotografo professionista: va ai comizi, alle marce, ai cortei con la macchina fotografica al collo e alcune di quelle immagini sono finite sulle pagine del manifesto, a cui le ha regalate. «Con il manifesto ho un’affinità – dice – siamo entrambi indipendenti».









