Il termometro sta riscrivendo regole e geografia del clima europeo. Nel Finistère, estremo lembo occidentale della Francia abituato alle miti brezze atlantiche, è scattata un’allerta che segna uno spartiacque: la prima vigilanza gialla per canicola mai registrata nel mese di maggio. Domenica 24 maggio 2026 rappresenta un precedente assoluto per Météo-France.
Dall’istituzione del sistema di allerta nel 2004, il colore giallo associato al rischio di caldo estremo non era mai apparso così presto nel corso dell’anno, anticipando di fatto l’avvio della stagione di massima attenzione rispetto alla consuetudine di giugno. Le proiezioni delineano un quadro inedito: picchi fino a 33 °C a Quimper e attorno ai 32 °C a Brest, valori eccezionali per un territorio che fa tradizionalmente affidamento sull’influenza temperante dell’oceano. Per la città di Brest, i 33 °C previsti frantumerebbero il primato di 29,5 °C stabilito nel maggio 2017.
All’origine di questa fiammata precoce e persistente c’è un “domo di calore”. Masse d’aria rovente in risalita dal Marocco hanno attraversato la Penisola Iberica per poi rimanere intrappolate sotto una bolla di alta pressione che funge da “coperchio”.
Il sistema comprime e surriscalda gli strati bassi dell’atmosfera, spingendo la colonnina di mercurio da 9 a 12 gradi oltre le medie stagionali. L’aspetto più allarmante non riguarda solo i picchi diurni, ma l’insorgere di vere e proprie “notti tropicali”: in Bretagna e lungo il litorale atlantico le temperature faticano a scendere sotto i 20 °C. La mancanza di ristoro notturno è il cuore del problema sanitario. Il sistema di vigilanza francese non si limita a misurare i gradi, ma valuta il rischio combinando valori termici e grado di acclimatazione locale.










