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Salta il matrimonio di Donald Jr alle Bahamas, rinuncia al fine settimana nel suo golf club di Bedminster e resta barricato nel fortino della Casa Bianca chiedendo ai suoi collaboratori più stretti di cancellare tutti gli impegni presi per il lungo fine settimana del Memorial Day. Per Donald Trump è sicuramente il weekend più lungo, l’ora della decisione più difficile: fare l’accordo con l’Iran o attaccare, 'fifty-fifty' di possibilità, spiega lui stesso, circondato dai fedelissimi mentre cerca di districarsi dalla matassa della crisi. Il weekend che potrebbe segnare la sua presidenza. I dubbi del commander-in-chief su come uscire dall’angolo in cui si è messo con Teheran sono molti, e pesano come un macigno. Una ripresa degli attacchi rischierebbe di avere un prezzo politico altissimo nell’anno elettorale. Ma anche un cattivo accordo resterebbe come una macchia indelebile per Trump, intenzionato a tutti i costi ad evitare un’intesa con l’Iran che sia simile o peggiore a quella che raggiunse Barak Obama nel 2015. Difficile. Così è un sabato fatto di briefing, call, tante telefonate e anche diverse interviste, quelle a cui il tycoon non riesce a rinunciare. Le chance sono appunto 'fifty-fifty' fra accordo e bombardamenti, spiega ad Axios al telefono nello Studio Ovale o nella Situation room dove riunisce tutto il suo team sulla sicurezza nazionale.











