Alla Casa Bianca senza alcun appuntamento pubblico per 48 ore, e in agenda solo alcune brevi interviste telefoniche e i consueti messaggi su Truth.

Donald Trump è asserragliato nel fortino di Pennsylvania Avenue 1600, sempre più isolato e senza una chiara exit strategy dalla guerra in Iran in vista della scadenza del cessate il fuoco.

La tregua di due settimane scade "mercoledì nella serata di Washington", ha detto il presidente correggendo, come osserva Cnn, i calcoli di tutti che la indicavano per martedì sera.

Ma in un momento cruciale come quello attuale, 24 ore in più possono fare la differenza, soprattutto per Trump. Il commander-in-chief appare con le spalle al muro dopo aver deciso il blocco dello Stretto di Hormuz, che si sta rivelando una trappola. Il regime iraniano, anche se decapitato, ha in mano le chiavi dell'importante passaggio e questo indebolisce la posizione americana e frustra il presidente. Una rabbia che trapela da giorni dai post infuocati sul suo social e che sta iniziando a innervosire anche i suoi più stretti consiglieri. Lo stile aggressivo e impulsivo di The Donald infatti non sembra andare a braccetto con la guerra e si scontra - riporta il Wall Street Journal - con le "paure" del presidente per i soldati in prima linea e per le ripercussioni politiche che il conflitto potrebbe causare. Un mix pericoloso che ha spinto il suo entourage a escluderlo da alcune delle ultime decisioni militari, quali il rischioso salvataggio dei piloti americani in suolo iraniano.