Durante i suoi 30 anni di latitanza l’ex boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro istruiva le sorelle Bice e Giovanna a sfuggire dalle indagini: “Se sono telecamere devono avere il buco, o rotondo o rettangolare. Ma comunque sia rompi tutto e staccale”.
L’ex boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro
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Matteo Messina Denaro nei suoi anni di latitanza istruiva le sorelle per sfuggire a eventuali indagini e arresti come suoi complici. L'ex boss di Castelvetrano ordinava alle sorelle Bice e Giovanna di staccare la luce, lo rivela la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che indaga sui favoreggiatori della latitanza da subito dopo l'arresto di Messina Denaro avvenuto il 16 gennaio del 2023 fuori dalla clinica La Maddalena di Palermo. Qui l'ex boss, sotto il nome del suo fedelissimo Andrea Bonafede, era in cura per un tumore per cui poi è morto il 25 settembre 2023.
La nuova indagine della Procura di Palermo ha svelato che Messina Denaro diceva così alle sorelle: "Quando c'è Condor stacca sempre la corrente elettrica, stacca sempre tutto, contatori e pure in mezzo agli alberi. Si, tu continua ad andare tutti i giorni. Te l'ho già detto, se sono telecamere devono avere il buco, o rotondo o rettangolare. Ma comunque sia rompi tutto e staccale da dove sono messe e gliele butti a terra sotto la tettoia, e se dicono qualcosa digli che sei a casa tua e non vuoi cose non tue e gli sottolinei pure che quando rubano però non vedono niente, e allora non hanno motivo per te che stiano là queste cassette". L'ex boss di Cosa Nostra insegnava in questo modo a neutralizzare le videocamere degli inquirenti per proteggersi. Con il termine "Condor" si riferiva a un sistema di smistamento della corrispondenza da lui così denominato. Il boss andava personalmente durante le operazioni "Condor" a ritirare, previo appuntamento, le lettere o gli oggetti. Infine alle sorelle diceva anche che "se esagerano chiama il tuo avvocato non so chi è il tuo avvocato, ma se noti che ha paura allora chiama a questo Bernardone, che non penso abbia paura, dato che voleva difendere pure a me! Comunque poi dimmi cosa hai fatto". Bice e Giovanna sono ora indagate per procurata inosservanza della pena per aver aiutato il fratello a sottrarsi alla cattura quando era ricercato. Il giudice per le indagini preliminari però ha respinto la richiesta di arresto dal momento che il fratello è morto.












