Una visita breve ma di grandissima intensità: per la prima volta un Papa ha messo piede ad Acerra e ha dato una scossa contro le prepotenze ma anche, a volte, contro quella rassegnazione che c'è nella cosiddetta 'terra dei fuochi'. Quattro ore in Campania, a pochi giorni dalla visita a Pompei e Napoli, per portare la sua vicinanza a quella zona dove negli anni sono state sversate e bruciate tonnellate di rifiuti che oggi la gente paga in inquinamento ambientale. Persone con grande dignità ma anche con il dolore di avere perso un familiare o di fare avanti e indietro tra casa e i reparti di oncologia. Sono loro, le vittime, le protagoniste di questa giornata. Tendono la mano al Papa con in mano una fotografia di chi non c'è più o con il capo coperto da quella cuffia che significa 'chemioterapia'.
"Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall'inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente", ha detto il Papa nella Cattedrale di Acerra. "Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza". Parole di riconoscenza arrivano anche alle associazioni ambientaliste.













