Il licenziamento di due giardinieri della Bari Multiservizi iscritti entrambi all’Ugl, di cui uno rappresentante sindacale aziendale, approda in commissione Trasparenza. Al termine della seduta di ieri, dopo un’ampia discussione, è stato deliberato all’unanimità di richiedere le carte all’azienda partecipata al 100% dal Comune; e a maggioranza di audire l’amministratore unico di Multiservizi, Francesco Biga. La Commissione, in modo bipartisan, accende un faro sulla questione sollevata dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
Multiservizi, ricordiamo, non aveva gradito l’atto di precetto con il quale i legali dei due operai, avevano intimato all’azienda di eseguire una sentenza emessa dalla corte d’Appello sezione lavoro a favore dei propri assistiti. I giudici avevano riconosciuto il trattamento economico superiore (il quarto) rispetto al loro inquadramento, in ragione delle mansioni effettivamente svolte. Una sentenza non eseguita da Multiservizi, di qui l’avvio della procedura esecutiva per rendere concreto il diritto riconosciuto in sentenza dai giudici ai lavoratori.
Nel mirino dell’azienda, in particolare, era finita la forma utilizzata nell’atto di precetto, percepita da Multiservizi come una «indebita pressione nei confronti del medesimo datore di lavoro diretta a condizionare e indurre l’adempimento di detta sentenza attraverso la prospettazione di conseguenze personali a carico del legale rappresentante della scrivente società». Parte il procedimento disciplinare culminato con il licenziamento. I due giardinieri - è la tesi - hanno leso il loro rapporto con l’azienda, nonché l’immagine, rendendo impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.







