"La funivia ancora ferma e inutilizzata è una pesante ombra di morte. Mi auguro che questa situazione non prosegua in saecula saeculorum. Il Mottarone merita che questa pesante coperta di morte venga sollevata". Lo ha detto don Gianluca Villa, parroco di Stresa, durante la messa celebrata nella chiesa della Madonna della Neve, in vetta al Mottarone, nel giorno del quinto anniversario dell'incidente della funivia nel quale morirono 14 persone. Don Villa, di fronte ad alcuni famigliari delle vittime, ha parlato di una "ferita aperta", di una "violenza ingiusta e improvvisa", le cui "piaghe del cuore restano aperte, come le piaghe dei santi". "Negligenza e irresponsabilità si possono materializzare in un cavo spezzato che ha spezzato la speranza delle persone qui presenti" ha aggiunto don Villa. "Il Mottarone sia un monito contro la voce maligna del 'tanto non succede niente'".
La madre di una vittima: "La giustizia ha fatto un flop"
"La giustizia ha fatto proprio un flop. Mentre noi siamo qua a piangere dopo cinque anni i responsabili sono a casa tranquilli a godersi la propria famiglia e i figli, cosa che noi non possiamo più fare". Lo ha detto Vincenza Minutella, mamma di Silvia Malnati, una delle quattordici vittime dell'incidente del Mottarone, in occasione della messa per il quinto anniversario. Lo scorso settembre i tre imputati hanno patteggiamento pene di 3 anni e 10 mesi, 3 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi. Oggi sono liberi in attesa della decisione sull'affidamento in prova. "Non lo chiamo patteggiamento - ha aggiunto - ma accordo. Un patteggiamento pari a non fare neanche un giorno di detenzione è una cosa veramente assurda. Si devono vergognare tutti, dal giudice al pm. Questa è gente che doveva andare in carcere. Gli auguro che vivano tutto il resto dei loro giorni con il rimorso, gli deve rodere dentro".







