HomeEconomiaLa riscossa dei telefoni “stupidi”: perché la Gen Z sta spegnendo gli smartphoneIl business miliardario della disconnessione sta trovando una sponda anche dalle nuove generazioniCome dire basta allo stress da iperconnessioneRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 23 maggio 2026 – Il mercato dei feature phone torna a crescere a sorpresa in Occidente. I dati di Counterpoint Research svelano il business miliardario della disconnessione che sfida i colossi del tech. L’iper-connessione globale ha raggiunto il punto di rottura, e a guidare la rivolta sono proprio i nativi digitali. Per anni abbiamo assistito alla corsa all’ultimo modello di smartphone, caratterizzato da schermi pieghevoli, fotocamere da cento megapixel e processori in grado di competere con i computer portatili. Oggi, però, una fetta sempre più consistente della Generazione Z e dei Millennials sta compiendo una scelta radicale: fare un passo indietro.
La seconda giovinezza commerciale dei telefoni “stupidi”
I cosiddetti “dumbphone” (i telefoni stupidi), privi di connessione internet veloce, senza accesso ai social network e dotati di tastiere fisiche, stanno vivendo una clamorosa seconda giovinezza commerciale. Quello che inizialmente sembrava solo un trend nostalgico nato su TikTok – dove l'hashtag #bringbackfliphones ha collezionato milioni di visualizzazioni – si è trasformato in un fenomeno macroeconomico concreto. Secondo i dati ufficiali di Counterpoint Research, il mercato dei "feature phone" (il nome tecnico di questi dispositivi) ha toccato il fondo negli scorsi anni attestandosi intorno al 2% del mercato complessivo occidentale, per poi avviare una traiettoria di stabilizzazione e crescita contraria a ogni previsione. Soltanto negli Stati Uniti, le vendite di questi telefoni hanno raggiunto quota 2,8 milioni di unità all'anno, con previsioni di crescita costante stimata intorno al 5% nel medio termine. A spartirsi questa fetta di mercato apparentemente anacronistica sono pochi grandi player che hanno saputo intercettare il bisogno di “digital detox” (disintossicazione digitale). Tcl guida la classifica dei produttori nei mercati avanzati con una quota del 43%, seguita da vicino da Hmd Global (la holding che produce i telefoni a marchio Nokia) con il 26%. La stessa Hmd ha confermato che le vendite di modelli iconici degli anni '90 e Duemila, rivisitati in chiave moderna, registrano incrementi a doppia cifra mese su mese.







