Risoluzione desiderata:

L'operazione ha messo ko un terminal petrolifero e altre infrastrutture critiche

Stamani, sabato 23 maggio, Zelensky si fa sentire su Telegram: Kiev, dice, ha sferrato uno dei colpi più profondi alla Russia, arrivando a colpire un impianto a 1.700 chilometri dal confine.

Gli effetti dell'attacco all'impiano a 1700 chilometri dal confine ucraino

L'attacco ha provocato vari incendi a un deposito di petrolio, nonché a un terminal petrolifero di Sheskharis, il principale del sud della Russia, parte delle infrastrutture di Transneft, a Novorossijsk. La conferma arriva anche dal sindaco della città, Andrey Kravchenko. Per quanto riguarda il secondo incendio, la notizia è stata diffusa su Telegram dal canale russo indipendente Astra e prontamente rilanciata dai siti ucraini. Anche qui sarebbe stato colpito un punto nevralgico per l'export di petrolio sul Mar Nero. Non è la prima volta che Kiev riesce ad arrivare alla Russia.