“Questo museo è un sogno che si avvera dopo 34 anni. Qui verrà ricordata la storia dell’antimafia e tramandata ai ragazzi del futuro. Ragazzi che partecipano e, quando racconti loro la loro storia, sono ancora più attenti. La giornata della legalità deve essere un momento in cui si parla di lotta alla mafia, senza pensare che abbiamo vinto ma continuando a ricordare”, ha detto Maria Falcone, sorella del giudice e presidente della fondazione Falcone al Museo del presente per la commemorazione della strage di Capaci.
A Palermo, a pochi passi dalla lapide che ricorda dove è nato Giovanni Falcone (un tempo via Castrofilippo), nello storico quartiere della Kalsa nel quale è cresciuto anche Paolo Borsellino, c’è infatti un luogo dove design, arte, fotografia e architettura parlano dei due magistrati uccisi dalla mafia nel 1992.
L’hanno chiamato appunto Museo del presente, ma questa galleria di immagini e oggetti che prendono vita grazie al digitale, ha poco a vedere con una raccolta o un’esposizione. Qui la memoria diventa narrazione, racconto di una storia di lotta alla mafia che non è terminata ma che prosegue ancora oggi grazie anche a chi prende coscienza del fenomeno.
Situato nel cuore del centro storico, all’interno del prestigioso e rigenerato Palazzo Jung, il Museo del presente si scorge passando proprio tra le vie frequentate un tempo da Giovanni e Paolo quand’erano bambini. Accanto al memoriale, fino a venticinque anni fa, c’era la farmacia della famiglia Borsellino, condotta dalla sorella del magistrato, Rita.











