LIMANA (BELLUNO) - Da anni sopportano la situazione in silenzio, ma quest'anno hanno interessato l'amministrazione comunale e l'azienda sanitaria: «Da almeno un paio di mesi stiamo subendo una vera e propria invasione di moschini piccolissimi e fastidiosi che passano ovunque e che non ci permettono nemmeno di mangiare perché ci entrano nei piatti - scrivono sei famiglie di Villa di Limana -. Inoltre ci vengono in faccia e cercano di infilarsi su per il naso e siamo esasperati. Non possiamo mangiare, non possiamo lavorare da casa e nemmeno stare sul divano perché questi esseri ci vengono continuamente in faccia».
A dura prova E se le parole non bastano, è sufficiente guardare qualche video o semplicemente una fotografia. Decine e decine di questi «moschini, che non sono moscerini - spiega una delle famiglie - si attaccano alle strisce acchiappamosche», in alcune immagini si vede un piatto di riso lasciato a metà perché vi sono appoggiati numerosi di questi insetti. Lo stesso accade nei bicchieri. Per non parlare, come si vede dalle foto, sui vetri di casa o in altre superfici. Il caldo che sta per arrivare, oltretutto, indurrà le famiglie a voler aprire maggiormente le finestre, ma la vivibilità dentro e fuori casa è messa a dura prova.L'amministrazione Dal canto suo il sindaco di Limana, Michele Talo assicura: «Stiamo facendo il possibile. Siamo consci del problema, che interessa più persone e più famiglie. Abbiamo visto i video e guardato le fotografie. Sappiamo che il problema esiste e che esso genera fastidio. L'amministrazione sta cercando di fare il possibile con chi di competenza». Bisogna ricordare che a Villa di Limana c'è un allevamento di galline che già anni fa era stato interessato dall'amministrazione comunale e visitato da tecnici della Ulss per capire se vi fosse qualche correlazione. In quell'occasione essa non fu riscontrata. In ogni caso, in queste settimane la Ulss si sta muovendo per individuare la causa e risolvere le criticità.La lettera A Limana, il problema esiste tanto che è comparso anche un gruppo Facebook (Basta mosche a Limana) in cui già dai primi mesi dell'anno chi vi aderisce tiene alta l'attenzione sul problema. Tornando alle famiglie interessate oggi, che non sono le stesse di fatti analoghi (che interessavano mosche) di qualche anno fa, hanno scritto anche una pec al Comune e al Responsabile del Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) Ulss 1 Dolomiti. «Siamo un gruppo di famiglie che abitano a Limana, in località La Busa. Da qualche anno a inizio primavera stiamo vivendo un'invasione di moschini che ci hanno ormai portato all'esaurimento, perché si tratta di piccoli insetti (di fatto sono letteralmente delle piccole mosche) che si infilano ovunque e che ci impediscono di vivere e di mangiare in modo "umano" - scrivono alle autorità -. La zona in cui viviamo è tristemente nota sia al Comune di Limana che alla vostra Ulss per il problema delle mosche, ma oltre a questo negli ultimi anni, con i primi caldi e fino a fine primavera, si è aggiunta questa ulteriore piaga dei moschini. Si tratta di insetti minuscoli che compaiono per alcuni mesi, rendendoci la vita un inferno, per poi di colpo sparire verso l'arrivo dell'estate, senza un apparente motivo. Nelle giornate di sole non siamo liberi di vivere né dentro né fuori le nostre case perché all'esterno siamo già invasi dalle mosche e all'interno abbiamo questi insetti molesti che si infilano nel cibo quando mangiamo, ci vengono in faccia, negli occhi, nel naso, indipendentemente da quello che stiamo facendo: è una cosa insostenibile. Trattandosi di un chiaro problema igienico sanitario, e visto che non possiamo tenere sempre chiuse le finestre, né continuare ad avvelenare noi stessi, i nostri figli, i nostri animali domestici e le nostre piante con gli spray insetticidi (che tra l'altro lasciano il tempo che trovano), chiediamo un sopralluogo da parte dei vostri organi preposti in un giorno di sole (perché questi moschini sembrano non gradire la pioggia) e, ancora meglio, vi invitiamo a pranzo nelle nostre case per sentire il vostro parere in merito alla qualità dei nostri pasti».














