Un applauso lungo, carico di emozione, ha accompagnato la chiusura della tappa tarantina del Pianeta Mare Film Lab, il progetto creativo del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli che per cinque giorni ha trasformato Taranto in un laboratorio di idee, immagini e racconti dedicati al mare e al territorio. Protagonista della giornata finale, nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, il corto A Sako di Arik Amodeo, giovane italocaraibico nato ad Antigua e Barbuda e cresciuto in Toscana. Il lavoro, premiato dai ragazzi partecipanti al laboratorio, è dedicato alla memoria di Bakari Sako, il 35enne bracciante maliano ucciso il 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. "Ho avuto una grandissima opportunità di creare un corto qua a Taranto con il Pianeta Mare Film Lab», ha raccontato Amodeo davanti agli studenti. «Per me questa esperienza è stata bellissima, perché mi ha permesso di portare attenzione su un momento triste, ma anche di raccontare quanto sia forte l’unione di questa città e l’amore tra le persone».
Il riconoscimento è stato attribuito dagli studenti presenti in sala e dai giovani partecipanti al laboratorio, autori a loro volta dei cortometraggi realizzati durante il Film Lab. Gabriele Bellini, Marco Santoro, Davide Santoro, Federica Colacicco, Mattia Magli, Giordano Scialanga, Tiziana Rovere, Carmen Iovino, Anna Maria Spingola, Anna Testa e Irene Guida gli altri ragazzi che hanno partecipato con i loro lavori. Il Film Lab si è intrecciato con «Civitas - Memoria urbana, cittadinanza e sostenibilità partecipata», progetto dell’Università di Bari dedicato alla valorizzazione del Mar Piccolo. «Vogliamo costruire consapevolezza, responsabilità e soprattutto senso di appartenenza», ha spiegato la responsabile scientifica Maria Casola. A chiudere il percorso è stato Max Mizzau Perczel, curatore del Giro d’Italia del Pianeta Mare Film Lab: «La città ci ha accolto come fratelli e sorelle».










