Non finiscono giustamente più i guai per Andrea Mountbatten Windsor, ex duca di York, ma ancora principe e ancora ottavo nella linea di successione del Regno Unito. La Thames Valley Police ha annunciato ieri che sta indagando su una donna, non britannica, che sarebbe stata portata nel 2010 nella residenza di Andrea a Windsor, il Royal Lodge, per una notte di sesso. La giovane, che forse era arrivata a Londra con Jeffrey Epstein, aveva all'epoca vent'anni e non si conosce il suo nome. Il giorno dopo Andrea l'ha portata in visita a Buckingham Palace, residenza ufficiale della regina Elisabetta.
L'invito Ospitare una donna maggiorenne a casa propria non è un reato, a meno che non sia stata costretta. Ma la polizia ha aperto comunque un'indagine su Andrea per reati sessuali, nuovo filone della «cattiva condotta in carica pubblica» di cui è accusato in relazione al suo ruolo come inviato speciale per il commercio, ricoperto dal 2001 al 2011. Si sospetta che abbia trasmesso informazioni riservate al suo amico Epstein, consigliandogli investimenti in Vietnam e Afghanistan, ma la «cattiva condotta» in carica pubblica, per la legge britannica, non riguarda solo la condivisione di informazioni riservate. Un funzionario pubblico può essere dichiarato colpevole anche per corruzione, disonestà o impropria condotta sessuale. Nei file che riguardano Andrea, la polizia ha elencato tra i possibili reati di cui si è forse reso colpevole come funzionario pubblico anche lo sfruttamento sessuale, la prostituzione, la tratta di esseri liberi e persino «la gestione di un bordello». Quest'ultimo punto è particolarmente delicato: se davvero Andrea ha portato nei palazzi reali le ragazze che gli procurava Epstein si è reso colpevole di averli degradati a case di appuntamento, un comportamento vergognoso per chiunque, ma devastante anche sul piano penale per un membro della Royal Family con un incarico pubblico. La pena prevista arriva fino all'ergastolo, anche se finora nell'applicarla non si è mai giunti a tanto.La polizia non ha parlato direttamente con la ragazza, che non ha presentato denuncia, ma con il suo avvocato, Oliver Wright, che rappresenta circa 200 donne abusate da Epstein e dai suoi amici. Wright era anche l'avvocato di Virginia Giuffre, morta suicida il 25 aprile 2025. Grazie a Wright, Virginia aveva ottenuto da Andrea 12 milioni di sterline in cambio del ritiro della denuncia presentata a New York. Elisabetta prestò al figlio parte del denaro ed è ora emerso che nel 2001 aveva fatto con discrezione pressioni perché ad Andrea fosse assegnato l'incarico di rappresentante per il commercio, che era già stato del duca di Kent. Nelle comunicazioni interne tra i funzionari statali, Elisabetta veniva descritta come «molto ansiosa» e «molto desiderosa» (very keen) e il premier Tony Blair la accontentò. Ora che Elisabetta è morta, viene criticata anche per questo, ma probabilmente voleva solo trovare un impegno istituzionale a quel figlio prediletto che passava il tempo andando a cavallo, giocando a golf e frequentando cattive compagnie. La perquisizione La Thames Valley Police, che aveva trattenuto in arresto Andrea per 11 ore il 19 febbraio scorso, giorno del suo 66esimo compleanno, ha perquisito nelle scorse settimane il Royal Lodge nel parco di Windsor e Marsh Farm nella tenuta di Sandringham, la più modesta abitazione nella quale oggi vive. Le indagini, condotte da un gruppo di agenti che si occupano solo di questo, hanno preso nuovo slancio dal materiale trovato. La polizia ha fatto un appello alle donne coinvolte che vogliano rivelare qualcosa e ha chiesto aiuto al dipartimento della Giustizia americano che custodisce i file di Epstein. L'indagine andrà avanti con calma e con ogni cautela, durerà ancora alcuni mesi e dopo ci sarà il processo. Un calvario per Carlo III, che ha fatto quanto poteva privando Andrea dei titoli e dei privilegi: l'uscita dalla linea di successione richiede un voto del Parlamento e l'assenso dei paesi del Commonwealth di cui Carlo è re, mentre il titolo dinastico di principe non è revocabile.











