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Roberta Scorranese

Una delle opere dell'artista all'asta da Sotheby's Italia il 27 maggio

Nel 1957 il cronista più bravo del Corriere della Sera si trovò a sostituire il critico d'arte. Il giornale gli chiese di recensire una mostra e, il giorno dopo, l'articolo che comparve con il titolo «Blu, Blu, Blu» resta ancora oggi uno dei più esilaranti nella storia del nostro quotidiano. Quel cronista si chiamava Dino Buzzati e la mostra che si trovò a recensire, tra l'incuriosito e il sarcastico, era una personale di Yves Klein, all'epoca ventinovenne ma già famoso per i suoi monocromi. Anzi, l'anno precedente aveva creato quella che definiva «la più perfetta espressione del blu», un oltremare profondo e intenso, da lui brevettato con il nome di International Klein Blue.

Buzzati ammette di non capire il perché di quei «quadri tutti uguali», scherza sui gusti del pubblico («che sghignazza»), ma nota un uomo schivo e baffuto aggirarsi tra le opere. Opere, per la verità, non molto apprezzate dai visitatori. Alla fine il gallerista riesce a venderne due: una di queste venne acquistata da quell'avventore silenzioso. Si chiamava Lucio Fontana. E penso che sia utile partire da questo aneddoto per parlare di Klein, nato nel 1928 a Nizza e morto a Parigi, prematuramente, nel 1962. In questi giorni l'artista famoso per il suo blu è in mostra nelle sale di Sotheby's Italia, a Palazzo Serbelloni, dove andrà all'asta - assieme ad altre importanti opere del dopoguerra - il prossimo 27 maggio.