Vedove di Camus (L’Orma editore, 2025) è un romanzo corale che parte dalla morte accidentale del noto scrittore Albert Camus e dell’editore Michel Gallimard, avvenuta il 4 Gennaio 1960 mentre rientravano a Parigi, a bordo dell’automobile che si schianterà contro un platano e che racconta l’amore e la morte attraverso le donne che hanno amato Camus: la moglie Francine Faure, l’attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, e la leggendaria attrice del teatro francese Maria Casarès, che Camus definiva ‘’l’Unica’’. L’autrice è Elena Rui, classe 1980, nata a Padova, ma che vive in Francia dal 2005, ed è nella dozzina del Premio Strega con questo suo ultimo romanzo.

‘’Il Nobel si è rivelato un premio profetico: Albert, che ha spesso evocato l’angoscia di essere seppellito vivo da quel riconoscimento pomposo e definitivo, due anni dopo sta per essere seppellito sul serio. Ora possono tacere tutti: che la sua carriera sia finita è un dato di fatto incontestabile e incapace di suscitare polemiche’’

Vedove di Camus, Elena Rui (L’Orma Editore, 2025)

Il suo è un libro sull’amore, ma anche sulla morte. Non è l’episodio in sé la vera materia narrativa, la tragica morte di Camus e Gallimard, è ciò che quella fine sortisce in chi rimane. Che cosa produce la morte in coloro che restano?