L’indagine sul mondo della palestre partì dal decesso di un culturista. Chiesto il giudizio, udienza a luglioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNessun responsabile per la morte del giovane pescatore e culturista Elia Ricci. Sei persone dovranno però rispondere davanti al giudice del presunto traffico di anabolizzanti e sostanze dopanti nel quale anche il 26enne gorese era rimasto coinvolto. La lunga e articolata indagine avviata dalla procura a seguito del decesso del ragazzo, stroncato da un malore il 15 dicembre 2022, aveva acceso i riflettori su un presunto giro di sostanze nel mondo delle palestre, tra il Delta del Po e altre zone del Nord Italia (Veneto e Lombardia soprattutto). Nell’ambito dell’attività investigativa, i carabinieri – coordinati dal pubblico ministero Barbara Cavallo – hanno puntato la lente su una serie di soggetti, tutti ritenuti in qualche modo coinvolti in quell’attività. Chi per aver ceduto le sostanze dopanti, chi per averle assunte, chi per aver fornito altri farmaci e chi per aver agevolato o messo in contatto acquirenti e venditori. Nel complesso, gli indagati iniziali erano undici, tutti accusati a vario titolo del reato di utilizzo o somministrazione di farmaci o altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Tra loro anche un fisioterapista e il titolare della palestra frequentata dal 26enne. Un fascicolo parallelo con due indagati era stato invece aperto per la morte di Ricci.
Anabolizzanti e doping, la svolta. Sei dal giudice per il giro di farmaci. Giovane morto, accuse archiviate
L’indagine sul mondo della palestre partì dal decesso di un culturista. Chiesto il giudizio, udienza a luglio








