Mor N’Diaye, accusato dell’omicidio della guardia giurata 45enne Federico Perissi, è stato rinviato a giudizio. Il processo avrà inizio il prossimo settembre e si svolgerà all’aula bunker di Santa Verdiana. Il 41enne di origini senegalesi rischia l’ergastolo. La decisione è arrivata nei giorni scorsi: durante l’udienza, durata alcune ore, il perito del giudice, lo psichiatra Rolando Paterniti, ha esposto il contenuto della sua relazione e risposto alle domande dei legali del presunto killer.

Per Paterniti, N’Diaye era in grado di intendere e di volere quando ad aprile dello scorso anno, al lago di Bilancino, avrebbe colpito a morte con il calcio della sua pistola e una pietra l’amico Perissi. I legali del 41enne hanno anche avanzato la richiesta di incardinare il rito abbreviato, impraticabile però considerando le aggravanti contestato al loro assistito. Per poi presentare un’istanza di incostituzionalità dell’articolo che vieta l’accesso al rito alternativo per coloro su cui pendono aggravanti che potrebbero costare l’ergastolo. L’istanza, però, è stata rigettata. E il giudice ha rinviato a giudizio N’Diaye, con tutte le aggravanti del caso.

Perissi venne ritrovato dagli uomini della squadra mobile di Firenze e il pm di turno. Il volto riverso in una pozzanghera. La parte frontale del cranio sfondata da colpi inferti con ferocia inaudita: la maglietta completamente ricoperta di sangue. Sopra di lui, nel tentativo di occultare il cadavere, sacchi di plastica con detriti all’interno.